taranto

Ilva: con decarbonizzazione produzione a 5 mln di tonnellate

La proposta punta "all'introduzione del processo a riduzione diretta che consente la trasformazioine del minerale di ferro spugnoso, detto Dri (Direct Reduced iron), prevedendo l'utilizzo di gas naturale

Un impianto che produce 5 milioni di tonnellate annue di acciaio, "che risulta essere all'incirca l'attuale livello produttivo di Ilva, livello produttivo giu' sufficiente a soddisfare il mercato". E' lo stabilimento siderurgico del futuro cui guarda la Regione Puglia che oggi, in un convegno a Taranto, col Consiglio nazionale degli ingegneri, ha presentato la sua proposta per la decarbonizzazione dell'acciaieria di Taranto. La proposta della Regione, illustrata da Barbara Valenzano, direttore dell'Area Ambiente ed ecologia, prevede un investimento di 1,2 miliardi, la costruzione di un nuovo impianto produttivo con due linee produttive da 2,5 milioni di tonnellate ciascuno per un totale di 5 milioni di tonnellate anno. A margine della sua relazione, Valenzano ha chiarito che questo investimento andrebbe fatto al posto del rifacimento dell'altoforno 5, fermo da molto tempo. Sugli altri altiforni in attivita', l'1, il 2 e il 4 che quest'anno dovrebbero garantire all'Ilva una produzione di 6 milioni di tonnellate, Valenzano ha spiegato che "si tratta di vedere a quel punto quale sara' il mercato e se davvero ci sara' bisogno di quantitativi maggiori di acciaio. In tal caso si fara' una valutazione. Ora invece abbiamo questo dato di 5 milioni che noi indichiamo di proporre con questa tecnologia esposta oggi nel convegno di Taranto". Per la "nuova configurazione dell'industria", Valenzano stima 18 mesi, derivanti "da una indagine conoscitiva effettuata per impianti analoghi gia' funzionanti". Le due linee produttive prefigurate per 5 milioni di tonnellate avrebbero bisogno di 7 milioni di tonnellate annue di ferro, 1,4 miliardi di metri cubi di gas l'anno e 2.500 GWh annui. Per la "fase intermedia e transitoria", in attesa che entri in esercizio nel 2020 il gasdotto Tap il cui approdo allo stato e' previsto a Melendugno, nel Salento, la Regione, ha affermato ancora Valenzano, propone che "il gas riducente per il nuovo processo Dri" sia fornito da Snam Rete Gas. Inoltre, in attesa di costruire i due forni elettrici nell'Ilva, "e' necessario procedere alla definizione di uno studio di fattibilita' dell'intero intervento che preveda la realizzazione dei nuovi forni elettrici in continuita' con l'area dedicata alla colata continua e di una zona preridotto da allocare possibilmente in area portuale". Circa gli 1,2 miliardi occorrenti, Valenzano ha chiarito che "le risorse si potrebbero rendere disponibili da parte del Governo o comunque in danno dei privati responsabili dell'inquinamento, ove lo stesso fosse confermato, o con risorse che potrebbero mettere a disposizione i nuovi acquirenti che comunque avrebbero l'obbligo di attuare le misure previste dall'Aia". La proposta punta "all'introduzione del processo a riduzione diretta che consente la trasformazioine del minerale di ferro spugnoso, detto Dri (Direct Reduced iron), prevedendo l'utilizzo di gas naturale". "Il Dri - e'stato spiegato - ha un contenuto maggiore del 90 per cento in ferro metallico e puo' essere direttamente utilizzato nella carica del forno elettrico. La produzione mondiale di Dri - ha aggiunto Barbara Valenzano - e' in continua crescita rispetto al processo altoforno-cokeria ed e' realizzata con nuovi processi basati sulla riduzione del minerale di ferro in reattori mediante gas riducenti per combustione parziale di idrocarburi gassosi (gas naturale) su catalizzatore". "Con la tecnologia Dri si eliminerebbe la fase di cokefazione e di agglomerazione del minerale di ferro. Infatti tale processo non necessita ne' di cokeria, ne' di agglomerazione, i quali sono tra i processi maggiormente inquinanti" ha spiegato ancora la responsabile del dipartimento ecologia della Regione Puglia, inoltre "un impianto cosi' fatto sarebbe anche esportatore di preridotto e non solo importatore. Il Dri, inoltre, previo trattamento finale, potrebbe sostituire l'acciaio di prima fusione necessario per il sostentamento delle altre acciaierie italiane a forni elettrici".

Categoria:

Regione: