Trump, ministro del Lavoro Andrew Puzder rinuncia

L'amministrazione Trump, dopo il Consigliere per la Sicurezza Nazionale, Michael Flynn, costretto a dimettersi per rapporti impropri con la Russia, ha perso anche il ministro del Lavoro designato dal presidente, Andrew Puzder, a capo di una grande catena di fast food, che ha rinunciato al ruolo in vista della riunione in cui domani il Senato avrebbe dovuto ratificare la sua nomina. Ratifica che secondo i timori di molti senatori repubblicani non sarebbe andata in porto. Il Gran Old Party ha una maggioranza risicata di 52 voti su 100 Contro Puzder l'accusa di abusi avanzata dalla moglie ed il mancato pagamento di tasse su dipendenti clandestini - gia' un controsenso in se' per un uomo di Trump - della sua catena di fast food.
La Casa Bianca ha confermato la notizia riferendo che Puzder ha sostenuto: "Malgrado non faro' parte dell'amministrazione, sostengo totalmente il presidente e la sua qualificata squadra" Puzder, n.1 della catena di fast food, ignota in Europa ma molto diffusa negli Usa, 'Cke', era finito nel mirino di coloro che avrebbero per primi dovuto sostenere la sua nomina non solo perla sua ostilita' allo stesso concetto di paga oraria minima ma anche per aver ammesso di non aver pagato le tasse per i suoi dipendenti clandestini. Non solo. Puzder, ricorda Cnbc, si era spinto fino a sostenere - in controtendenza all'impegno di Trump nell'aumento dei posti di lavoro negli Usa - di sostituire i dipendenti dei fast food con robot.

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