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Essere Donna, missione difficile ma non impossibile

Essere Donna,difficile non impossibile

“Le Donne che hanno cambiato il mondo, non hanno mai avuto bisogno di “mostrare” nulla, se non la loro intelligenza

“Le Donne che hanno cambiato il mondo, non hanno mai avuto bisogno di “mostrare” nulla, se non la loro intelligenza” una citazione di R.L. Montalcini che amo molto.
La qualità del lavoro e la presenza delle donne ai vertici di molte aziende arricchisce sostanzialmente la nostra società in tutti i campi, nonostante alcuni maschilisti ne declassano la figura.
Le donne meritano di occupare posizione di responsabilità iniziando ad uscire dall'ombra per non rimanere al secondo posto.
La frase che caratterizza molte di noi è "Devo lavorare per quattro per dimostrare che valgo uno". Oggi anche se il vento del cambiamento è arrivato molte resistenze non sono ancora state sconfitte.
Purtroppo molte, anzi troppe donne, ancor oggi decidono di ridurre o di lasciare l’attività lavorativa per dedicarsi completamente alla casa e ai figli, alcune rinunciando a influenti ruoli manageriali altre anche a costo di sacrifici economici non indifferenti. D’altra parte, invece, molte donne preferiscono rimandare o scartare l’idea di costruirsi una famiglia per impegnarsi totalmente nella carriera. Queste due tendenze rivelano un dato essenziale, ossia che il mondo del lavoro è, non lo si può negare, ancora su misura per maschi e che le donne per essere totalmente competitive devono liberarsi della maternità, una discriminazione confermata anche dalle politiche adottate dalle grandi aziende.
Come si possono "armonizzare” queste due attività - lavoro e famiglia - nella vita della donna, senza pensare a ridimensionare necessariamente il suo stesso ruolo?
Io spero che arrivi presto il tempo in cui le donne non dovranno dimostrare niente a nessuno se non a se stesse cosi come ha scritto Erri De Luca "agli uomini servono occasioni speciali per mostrare il loro valore, le donne invece riescono a farlo di continuo, sono valorose nella normalità".

di Sandra Caschetto

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