ESCLUSIVA

Alta velocità ad Afragola, dimenticano di bonificare i terreni del parcheggio: a rischio l'apertura di Maggio

L'area interessata

Pubblichiamo un inedito emesso dall'ufficio ambiente e urbanistico del comune di Afragola che chiede la bonifica del suolo

Stazione di Afragola: il colpo di scena era dietro l'angolo. Poteva essere tranquillamente evitato se qualcuno avesse avuto un pò di accortezza in più. Ma così non è stato. Dopo le paginate piene di articoloni di questi giorni che raccontano quasi sempre le stesse cose, con qualche imprecisione più di prima, stavolta però è accaduto quello che non ti aspetti, in merito ad un'opera così importante, e dai costi proibitivi. Una scivolata su una buccia di banana, che a quei livelli di precisione francamente uno non se la sarebbe proprio aspettata.

L'apertura della nuova stazione, potrebbe slittare in merito ad un bonifica mai effettuata nell'area del parcheggio Ovest dell'anello che gira intorno alla mega struttura ferroviaria. Ad inceppare il meccanismo dell'inaugurazione prevista a Giugno prossimo, ed anticipata alla fine di Maggio, cioè tra due mesi esatti, un inconveniente giuridico che non sarebbe di poco conto: la bonifica ambientale delle aree di parcheggio intorno alla stazione.


Ma come ci si è arrivati al taglio del nastro senza prevedere di rendere quanto meno salubre la zona del parcheggio per i visitatori e viaggiatori della nuova stazione dell'alta velocità due mesi prima della sua inaugurazione?

A sollevare la questione di un possibile e potenziale inquinamento delle aree intorno alla stazione (zona ricadente in quella che viene definita la Terra dei Fuochi), è stato un documento emesso dall'ufficio ambiente e l'ufficio urbanistico del comune di Afragola diretto dal sindaco Domenico Tuccillo i cui uffici, esprimendosi su una nota che parlava della costruzione di un parcheggio ad Ovest della stazione, chiedeva la bonifica ai sensi del decreto legislativo 152 del 2006.

Si legge nel documento tenuto segretato per ovvie ragioni

“pur non avendo certa la destinazione d'uso sotto al profilo tecnico-giuridico, ma ad ogni modo legata alla realizzazione del parcheggio della costruenda stazione, atteso effettivo utilizzo del sito e delle aree circostanti in funzione del livello di esposizione a cui potrebbero essere esposti gli utilizzatori, al fine di tutelare la salute umana, per la valutazione della CSC (concentrazioni soglia di contaminazione) del sito in oggetto, deve farsi riferimento ai valori dei limiti della colonna A sito ad uso verde pubblico, privato e residenziale, nei valori di concentrazione accettabili nel suolo e nel sottosuolo riferiti alla specifica destinazione d'uso dei siti da bonificare”.

In pratica, per mettersi in regola soprattutto con le norme ambientali, a tutela della salute pubblica, bisogna bonificare tutta la zona prima che si aprisse la stazione. Il documento richiama al rispetto della tabella A: cioè l'elenco dei valori espressi in percentuale di ogni singola sostanza che si potrebbe trovare in quei terreni.
Insomma la stazione, stando alla richiesta di rispetto della bonifica da fare, potrebbe avere qualche ritardo sulla sua apertura nella già lunga e ritardata tabella di marcia a causa di una possibile “bomba ecologica” mai risolta, presente nel parcheggio della stazione di Afragola.

Cosa ci può uscire da li sotto?
E come mai esce tutto solo adesso?

Domande che per adesso rimangono senza una risposta ufficiale. Ma, secondo indiscrezioni, si tratterebbe di riempimenti di intere aree con rifiuti inerti provenienti anche dallo stesso cantiere, ovviamente prima dell'arrivo del gruppo Astaldi, che attualmente sta costruendo ed ultimando la stazione.

Ma una domanda adesso è lecita: quanto tempo ci vuole ancora per bonificare?

A quanto sembra la palla adesso passerebbe all'Arpac competente in materia di bonifiche ambientali. Infatti, i tecnici ambientali della Regione Campania, dovranno di fretta e furia effettuare dei carotaggi ed eventualmente decidere di bonificare. In quanto tempo non si sa. L'unica certezza e che l'intera questione oltre a generare grande fermento nella casa comunale, non si esclude che potrebbe incidere sull'inaugurazione della struttura.
di FRANCESCO CELARDO

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