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La giostra dei criceti di Antonio Manzini

Avete presente i criceti che corrono nella ruota? Una corsa forsennata, lunghissima, ma senza meta e senza scopo, alla disperata e inutile ricerca di non si sa cosa.
Manzini ci racconta la corsa disperata di quattro criceti, ops, balordi, della periferia romana che organizzano una rapina, quella che dovrebbe portare alla svolta. Svolta che crede di trovare anche un altro personaggio quando si imbatte casualmente in una grossa cifra di denaro. Svolta che contemporaneamente credono di aver escogitato nei palazzi del potere per risolvere il problema dei costi delle pensioni.
Storie queste che si incroceranno in un turbinio di avventure e disavventure che si muovono tra il tragico, il comico e il grottesco, non lesinando morti e sangue in una lotta a chi è il più furbo e dove nessuno è immune dalla voglia di fregare il prossimo.
Non fate l’errore di cercare Schiavone in questo libro, non lo troverete, è un libro uscito nel 2007, ben prima dell’ “era Rocco”.
Se però riflettete bene, ne ritroverete ovviamente dei tratti qua e là nella scrittura di Manzini. Perché, come sempre, Manzini non edulcora nulla, vede e racconta le cose come stanno, con la solita ironia e il solito cinismo, pur in una storia decisamente tragica e violenta. I suoi personaggi è come se fossero sempre nudi, spogliati dalla facciata di perbenismo e finta compassione. Ce li mostra per quello che sono realmente, senza filtri.
Bellissimo il tratteggio spietato, seppur venato da grande humor, dei politici e dei carrieristi e decisamente delizioso il discorso che a un certo punto mette in bocca a un prete: ragionamento strepitoso nella sua assurda e delirante logica.
Manzini mette in scena una storia storia dei nostri giorni, del nostro tempo. Una lettura che,seppur drammatica, strappa sorrisi e fa riflettere al tempo stesso. Un’ulteriore conferma del suo talento di narratore, abile a costruire storie e personaggi che non si dimenticano facilmente.

di CRISTINA AICARDI

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