dopo Giornata della memoria di libera

'Ndrangheta, a Locri frasi ingiuriose contro don Ciotti e le forze dell'ordine

Le frasi sono tre e sono state scritte sul muro perimetrale del vescovado, sul muro di un centro di aggregazione e su quello di una civile abitazione dietro una scuola. Le scritte recitano: "Don Ciotti è sbirro", "Siete tutti sbirri" e "Meno sbirri e più lavoro"

Frasi ingiuriose contro don Luigi Ciotti e le forze dell'ordine sono state scritte in nottata sui muri di Locri, dove ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha partecipato alla XXII Giornata della memoria e dell'impegno organizzata ogni anno dall'associazione Libera, di cui Don Ciotti e' presidente. Le frasi ingiuriose sono tre e sono state scritte sul muro perimetrale del vescovado, sul muro di un centro di aggregazione e su quello di una civile abitazione dietro una scuola. Le scritte recitano: "Don Ciotti e' sbirro", "Siete tutti sbirri" e "Meno sbirri e piu' lavoro". Addetti del Comune hanno gia' provveduto a cancellarle. Sull'accaduto indagano i Carabinieri del Gruppo Locri, diretto dal tenente colonnello Pasqualino Toscani, e in particolare la compagnia di Locri agli ordini del capitano Rosario Scotto Di Carlo, e la Polizia del Commissariato di Siderno, diretto dal primo dirigente Giuseppe Anzalone.
Operatori del Comune, coordinati dal sindaco Giovanni calabrese, stanno svolgendo controlli in altri punti della citta' al fine di verificare se siano state tracciate altre scritte dello stesso tenore. Per domani e' in programma la marcia contro la criminalita' organizzata alla presenza, fra gli altri, del presidente del Senato, Piero Grasso, e del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, oltre che di esponenti dell'associazionismo e delle istituzioni locali.

"Da queste parti il bisogno di lavoro e' fondamentale e lo conosciamo bene da anni. Su questo problema vogliamo richiamare l'attenzione per il bene di tutti, ma noi il lavoro non lo vogliamo dalla 'ndrangheta". Lo dice al Sir (l'agenzia ufficiale dei vescovi italiani) monsignor Francesco Oliva, vescovo di Locri-Gerace, in riferimento alla scritta apparsa questa mattina sulla facciata del vescovado di Locri: "Piu' lavoro meno sbirri". "Quello che vogliamo - aggiunge - e' un lavoro degno, che rispetti i diritti degli operai, non il lavoro per il quale si ricorre al capo pastore o al capo cantoniere o al boss di turno". Mons. Oliva, infine, richiama "i segnali che sono partiti dalla nostra diocesi attraverso il lavoro delle cooperative".
"Questa scritta ci inquieta moltissimo, soprattutto il giorno dopo le parole del presidente Mattarella, che ha richiamato a prosciugare quella 'zona grigia' abitata da chi non e' mafioso ma non combatte le mafie. E' vero, per sconfiggere la 'Ndrangheta ci vuole piu' lavoro ma non meno poliziotti o meno magistrati, ci vuole piu' lavoro, piu' cultura ma si deve respingere ogni atteggiamento giustificatorio. La 'Ndrangheta e le mafie non possono mai essere giustificate. Assolutamente no, sarebbe gravissimo ed inaccettabile".
Lo afferma all'Agi la presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi che invia la propria sentita "solidarieta' a Don Luigi Ciotti, al Vescovo di Locri, a tutti gli organizzatori e soprattutto a tutti i parenti delle vittime che sono i veri offesi da quella scritta".

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