Dimissioni irrevocabili

Dettori: lascia authority anti-corruzione

Dettori: lascia authority anti-corruzione
Nella missiva, Dettori cita un "ben noto strappo interno" tra le motivazioni del suo passo indietro, che segue la critica relazione presentata sui primi sei mesi di attivita' dell'Arac a inizio anno.

A meno di dieci mesi dal suo insediamento, Francesco Dettori si e' dimesso dalla carica di presidente dell'Agenzia regionale anti-corruzione (Arac), l'authority lombarda voluta dal governatore Roberto Maroni. L'ex procuratore capo di Bergamo ha comunicato la sua decisione di "dimissioni irrevocabili" in una lettera polemica inviata a Maroni e al presidente del Consiglio regionale lombardo, Raffaele Cattaneo. Nella missiva, Dettori cita un "ben noto strappo interno" tra le motivazioni del suo passo indietro, che segue la critica relazione presentata sui primi sei mesi di attivita' dell'Arac a inizio anno.
"Con la presente rassegno le mie irrevocabili dimissioni da presidente dell'Arac", scrive Dettori nella lettera in cui stigmatizza "l'ultimo e inqualificabile comportamento" della dirigente regionale Mariapia Redaelli. Quest'ultima, una decina di giorni fa - si legge -, avrebbe comunicato l'annullamento di un appuntamento "quando gia' mi trovavo all'ingresso di Palazzo Lombardia" per incontrarla. "Mi sono riservato il fine settimana - continua - per una decisione piu' meditata e non di mera indignata reazione. Gli ultimi sviluppi della vita di Arac caratterizzati dal ben noto strappo interno mi confermano, dopo attenta ponderazione, nella presente determinazione".
"Peraltro, non ho apprezzato e non posso apprezzare la totale personale assenza dagli sviluppi della vicenda del presidente Maroni dopo l'incontro del 9 febbraio, nel contesto del quale era stato messo al corrente della situazione", prosegue. "La totale assenza e insensibilita' si sono protratte nelle settimane successive". Gia' il rapporto sui primi sei mesi di attivita' dell'Arac, diffuso a gennaio, dipingeva un quadro non limpido nei rapporti tra l'authority e Palazzo Lombardia. "Spesso gli organi direzionali - lamentava Dettori - non danno seguito a rilievi anche circostanziati formulati dagli organi di controllo e altre volte emergono gravi deviazioni dalla legalita' accertate da interventi diretti della magistratura su situazioni che erano sfuggite ai controlli interni".

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