I numeri dell’orrore

Violenza sulle donne, un piccolo esercito di sentinelle rosa a Roma

Amore non è guardarci l'un l'altro, ma guardare insieme nella stessa direzione. Antoine de Saint-Exupéry

Ci siamo ritrovati sabato 11 marzo presso la sala della parrocchia San Gaspare del Bufalo, il clima quello che puoi trovare in una grande famiglia. L’incontro è iniziato con l’intervento della Dott.ssa Stefania Schipani, Presidente dell'Associazione Rifare l'Europa moderatrice dell’evento che ci ha letto dei dati sconvolgenti sul fenomeno ormai troppo comune della violenza sulle donne. Violenza di ogni tipo e genere. Di seguito alcuni dati frutto di uno studio Istat che devono far riflettere: Il 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila).
Le donne subiscono anche molte minacce (12,3%). Spesso sono spintonate o strattonate (11,5%), sono oggetto di schiaffi, calci, pugni e morsi (7,3%). Altre volte sono colpite con oggetti che possono fare male (6,1%). Meno frequenti le forme più gravi come il tentato strangolamento, l’ustione, il soffocamento e la minaccia o l’uso di armi. Tra le donne che hanno subìto violenze sessuali, le più diffuse sono quelle fisiche (15,6%), i rapporti indesiderati vissuti come violenze (4,7%), gli stupri (3%) e i tentati stupri (3,5%).
Ha subìto violenze fisiche o sessuali da partner o ex partner il 13,6% delle donne (2 milioni 800 mila), in particolare il 5,2% (855 mila) da partner attuale e il 18,9% (2 milioni 44 mila) dall’ex partner. La maggior parte delle donne che avevano un partner violento in passato, lo hanno lasciato proprio a causa delle violenza subita (68,6%). In particolare, per il 41,7% è stata la causa principale per interrompere la relazione, per il 26,8% è stato un elemento importante della decisione. I dati fanno paura e ci domandiamo il perché? Il perché a volte non c’è, a volte lo vogliamo trovare e allora passiamo in rassegna stampa la famiglia di origine, la scuola, le palestre e tutti gli ambienti lavorativi. Cosa innesca così tanta rabbia, odio, fino al gesto estremo dell’omicidio? Come si può uccidere la donna che si amava, la madre di quei figli desiderati? Andrea Sbardella alla domanda che tuona PERCHE? Ci risponde che non c’è un perché, per lui la donna è sacra ed è per questo che si batte al fianco delle donne. Cita un vecchio detto: “Chi dice donna dice danno, e aggiunge è vero le donne danno la vita, danno la gioia, danno la forza” ed è per questo che mi batto nel sociale. Presenti le psicologhe dottoressa Roberta Cappelluti, psicologa dello sport e dottoressa Alessandra Pasquini del Centro di psicologia “La Fenice” psicologa clinica ed esperta di percorsi dell'età evolutiva, ci ha parlato del terribile destino dei figli orfani di femminicidi, figli orfani due volte…A testimonianza del dolore più grande la mamma di Natascia Meatta uccisa barbaramente dal suo ex compagno nel 2014. Provata Rita Caldara chiede giustizia anche se Natascia non c’è più. La chiede per sua nipote; nessuno infatti le potrà ridare sua figlia ma forse il dolore con il tempo lascerà il posto alla speranza. Affianco a Rita l’avvocato Massimiliano Santaiti legale della famiglia Caldara. Si parla di Stato, di giustizia, di pene esemplari, di aule, di magistrati, di sentenze ed ordinanze financo di appelli. Ma la domanda è se la giustizia in aula arriva troppo tardi? Per questo serve un lavoro preventivo per non piangere più tante vittime. Serve un lavoro di squadra con avvocati, psicologi e persone competenti pronte anche a “donare” la propria professionalità come ha già fatto l’avvocato Santaiti. Potremmo insieme iniziare a fare delle proposte di legge, dei disegni per un fondo di garanzia per queste famiglie, possiamo batterci per l’approvazione in tal senso di questi disegni di legge per dare un forte sostegno alle famiglie.
Giorgio Ceccarelli, da sempre a fianco dei papà che non possono vedere i loro figli ci ha raccontato la sua lunga storia che è davvero incredibile, una vittima al maschile di violenza. Il 19 Marzo, a Roma si terrà il Daddy's Pride, Marcia a favore del contrasto alla violenza. Sonia Di Giuseppe, vittima di violenza, ha fortemente voluto la sua testimonianza con un progetto, perché, ci ha detto: “ce la possono fare come ce l'ho fatta io, tutte le donne che subiscono maltrattamenti di ogni tipo” “io ce l’ho fatta! Dopo 26 anni sono riuscita a denunciare il mio ex compagno. E ha aggiunto: “credo ancora nell’amore”!
Daniele Parameli, membro della Misericordia di Figline Valdarno (FI), in rappresentanza dell'Associazione, ci ha parlato della sua esperienza di volontario in Toscana, patria delle Misericordia. “La Casa di Natascia”, organizzerà la prima uscita pubblica proprio a Figline Valdarno, apportando il progetto dell'Associazione.
Noi crediamo fortemente che l’unione di queste persone e le varie professionalità insieme possano vincere i numeri dell’orrore con il tempo. Abbiamo scommesso di poter creare un’associazione per promuovere e svolgere tutte queste tematiche. Il 6 aprile saremo alla saremo alla Camera per la presentazione del progetto Rete Nuova Europa che Stefania Schipani con le associazioni Rifare l’Europa, Ancislink, CIU-Unionquadri e Consolidal promuovono per dare vita ad un ampio coordinamento di realtà associative, già operanti nel contesto sociale, imprenditoriale, culturale su tutto il territorio nazionale, in grado di imprimere vigore e incisività alle numerose ed efficaci proposte elaborate nel contesto della società civile.

di FRANCESCA PUCCI

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