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Carceri, garante: "Tendenza ad aumento detenuti"

Carceri, garante: "Tendenza ad aumento detenuti"
Il dato, evidenzia il garante, e' un segnale di "un rallentamento delle uscite, cioe' delle misure alternative". Inoltre, la distribuzione della popolazione detenuta "non e' omogenea a causa anche della presenza di diversi circuiti detentivi con situazioni talvolta - si legge nella relazione - di estremo sovraffollamento"

Nell'anno appena trascorso si rileva una "leggera tendenza ad un aumento" delle presenze in carcere. Lo sottolinea il garante nazionale dei diritti dei detenuti, nella relazione annuale che domani sara' presentata al parlamento. Il dato, evidenzia il garante, e' un segnale di "un rallentamento delle uscite, cioe' delle misure alternative". Inoltre, la distribuzione della popolazione detenuta "non e' omogenea a causa anche della presenza di diversi circuiti detentivi con situazioni talvolta - si legge nella relazione - di estremo sovraffollamento". Secondo il garante, poi, fra le criticita' va segnalata un'attenzione ancora non ad alti livelli alla "qualita' della vita detentiva: gli istituti di pena sono ancora troppo chiusi, con poche attivita' e scarsi progetti di reinserimento" e va a rilento la presa in carico delle persone detenute con problemi psichici. Pur rilevando, tra gli sviluppi positivi del sistema carcerario la chiusura degli opg, il garante sottolinea il "rischio" che le rems "diventino troppo simili alla passata esperienza degli opg". Tra i punti critici, poi, si segnalano le cosiddette "aree riservate" all'interno del regime di 41bis che hanno "profili di inaccettabilita' delle condizioni di detenzione ed espongono il Paese a possibili censure da parte degli organismi esterni di controllo", la presenza delle "celle lisce" cioe' prive di arredo per evitare che i detenuti possano arrecare danni a se' stessi e agli altri al di fuori dell'area sanitaria "facendo ricadere - rileva il garante - sul personale la responsabilita' della cosiddetta sorveglianza a vista". Nella relazione, poi, si registra una "diffidenza" verso le nuove tecnologie che invece potrebbero essere utilizzate al meglio sia come mezzi con cui il detenuto possa mantenere i propri legali affettivi, sia per il suo reinserimento lavorativo e sociale. Il garante, invece, pone in luce la buona organizzazione del sistema penitenziario minorile, con "l'istituto della messa alla prova che sta dando importanti risultati", nonche' la responsabilizzazione dei detenuti che si va via via affermando. Un'altra criticita' di cui parla la relazione e', infine, la carenza di camere di sicurezza: delle 2.143 della polizia di Stato e dei carabinieri 749 sono parzialmente o totalmente inagibili e le rimanenti sono ben al di sotto della necessita', dato che nel 2016 le persone sottoposte a fermo o ad arresto sono state 29.121. Il rischio, secondo il garante, e' il ritorno al fenomeno delle 'porte girevoli', ossia di persone portate in carcere per una notte, fino all'udienza del mattino successivo.

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