Domenica delle palme

Papa: "Gesù é presente in chi soffre non in quadri della Messa, riconosciuto negli ultimi"

Per il Papa, non c'e' un altro Gesu' che quello "inchiodato alla croce e morto tra due malfattori". "Non abbiamo altro Signore all'infuori di Lui.

Papa Francesco ha guidato la tradizionale processione delle palme in piazza San Pietro (gremita da circa 40 mila fedeli) precedendo cardinali e vescovi della Curia Romana che impugnavano i tradizionali parmurelli (cioe' le palme intrecciate) arrivati da Sanremo. Sul sagrato sono stati disegnati - ed e' la prima volta - due grandi ramoscelli d'ulivo al centro dei qyuali ha camminato (con un po' di affanno) Papa Francesco con la croce astile di legno d'ulivo. Quest'anno gli allestimenti per la celebrazione della Domenica delle Palme sono stati interamente progettati da Vincenzo Soldano, tecnico laureato in paesaggistica, dipendente dei Giardini e Nettezza Urbana del Governatorato. I materiali, con esclusione dei due grandi ulivi posizionati sotto le statue di San Pietro e San Paolo ai piedi del Sagrato, prestati dal vivaio "Garden Nomentano" di Roma, provengono dagli stessi Giardini Vaticani. "Cio' - sottolinea una nota del Governatorato - ha permesso un notevole risparmio economico ed una sinergia di collaborazione tra il personale interno". Papa: "Croce Gmg dalla Polonia a Panama" "Questa Piazza vivra' tra poco un momento sempre emozionante, di orizzonti aperti, con il passaggio della Croce dai giovani di Cracovia a quelli di Panamá". Papa Francesco ha annunciato cosi' alla folla di piazza San Pietro la cerimonia - che si ripete alla Domenica delle palme ogni tre anni - dello scambio della Croce tra i ragazzi della citta' che ha ospitato la precedente Gmg a quelli che stanno organizzando la prossima. Questa volta dalla citta' di San Giovanni Paolo II alla giovantu' di Panama'. "Da 32 anni - ha ricordato il Papa - la dimensione gioiosa di questa domenica e' stata arricchita dalla festa dei giovani: la Giornata Mondiale della Gioventu', che quest'anno viene celebrata a livello diocesano". All'omelia Francesco ha ricordato che "il Vangelo proclamato oggi prima della processione descrive Gesu' che scende dal monte degli Ulivi in groppa a un puledro di asino, sul quale nessuno era mai salito; da' risalto all'entusiasmo dei discepoli, che accompagnano il Maestro con acclamazioni festose; ed e' verosimile - ha sottolineato - immaginare come questo contagio' i ragazzi e i giovani della citta', che si unirono al corteo con le loro grida. Gesu' stesso riconosce in tale accoglienza gioiosa una forza inarrestabile". A conclusione del rito, Papa Francesco ha poi ringraziato "specialmente quanti hanno partecipato all'Incontro internazionale in vista dell'assemblea sinodale sui giovani, promosso dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita in collaborazione con la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi". "Questo saluto - ha aggiunto - si estende a tutti i giovani che oggi, intorno ai loro vescovi, celebrano la Giornata della Gioventu' in ogni diocesi del mondo. E' un'altra tappa del grande pellegrinaggio, iniziato da san Giovanni Paolo II, che l'anno scorso ci ha radunati a Cracovia e che ci convoca a Panamá per il gennaio 2019. Per questo, tra qualche istante, i giovani polacchi consegneranno la Croce delle Giornate Mondiali della Gioventu' ai giovani panamensi, accompagnati, gli uni e gli altri, dai loro Pastori e dalle Autorita' civili". "Chiediamo al Signore - ha poi concluso - che la Croce, unita all'icona di Maria Salus Populi Romani, la' dove passera' faccia crescere la fede e la speranza, rivelando l'amore invincibile di Cristo". Papa: Gesu' soffre con le vittime di guerre e terrorismo "Gesu' e' presente in tanti fratelli e sorelle che oggi soffrono come lui a causa delle guerre e del terrorismo". Lo ha affermato Papa Francesco nell'omelia della Domenica delle Palme. "E' presente - ha detto - in quanti oggi patiscono sofferenze come Lui: soffrono per un lavoro da schiavi, soffrono per i drammi familiari, per le malattie? Soffrono a causa delle guerre e del terrorismo, a causa degli interessi che muovono le armi e le fanno colpire. Uomini e donne ingannati, violati nella loro dignita', scartati?. Gesu' e' in loro, in ognuno di loro, e con quel volto sfigurato, con quella voce rotta chiede di essere guardato, di essere riconosciuto, di essere amato". Per il Papa, non c'e' un altro Gesu' che quello "inchiodato alla croce e morto tra due malfattori". "Non abbiamo altro Signore all'infuori di Lui. Pensiamo alle calunnie, agli oltraggi, ai tranelli, ai tradimenti, all'abbandono, al giudizio iniquo, alle percosse, ai flagelli, alla corona di spine?, e infine alla via crucis, fino alla crocifissione". "Gesu' - ha spiegato il Papa - non e' un illuso che sparge illusioni, un profeta 'new age', un venditore di fumo, tutt'altro: e' un Messia ben determinato, con la fisionomia concreta del servo, il servo di Dio e dell'uomo che va alla passione; e' il grande Paziente del dolore umano". Gesu', ha ricordato Francesco, "non ha mai promesso onori e successi. I Vangeli parlano chiaro. Ha sempre avvertito i suoi amici che la sua strada era quella, e che la vittoria finale sarebbe passata attraverso la passione e la croce. E anche per noi vale lo stesso. Per seguire fedelmente Gesu', chiediamo la grazia di farlo non a parole ma nei fatti, e di avere la pazienza di sopportare la nostra croce: di non rifiutarla, non buttarla via, ma, guardando lui, accettarla e portarla, giorno per giorno. E questo Gesu', che accetta di essere osannato pur sapendo bene che lo attende il 'crucifige!', non ci chiede di contemplarlo soltanto nei quadri o nelle fotografie, oppure nei video che circolano in rete. No". Per Francesco, dunque, la celebrazione della Passione che si ripete ogni anno nella Domenica delle Palme, "ha come un doppio sapore, dolce e amaro, e' gioiosa e dolorosa, perche' in essa celebriamo il Signore che entra in Gerusalemme ed e' acclamato dai suoi discepoli come re; e nello stesso tempo viene proclamato solennemente il racconto evangelico della sua passione. Per questo il nostro cuore sente lo struggente contrasto, e prova in qualche minima misura cio' che dovette sentire Gesu' nel suo cuore in quel giorno, giorno in cui gioi' con i suoi amici e pianse su Gerusalemme". "Il Vangelo - infatti - descrive Gesu' che scende dal monte degli Ulivi in groppa a un puledro di asino, sul quale nessuno era mai salito; da' risalto all'entusiasmo dei discepoli, che accompagnano il maestro con acclamazioni festose; ed e' verosimile immaginare come questo contagio' i ragazzi e i giovani della citta', che si unirono al corteo con le loro grida". "Gesu' stesso - ha concluso il Papa - riconosce in tale accoglienza gioiosa una forza inarrestabile voluta da Dio, e ai farisei scandalizzati risponde: 'Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre'".

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