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Intervista a Wulf Dorn, 'Gli eredi'

Gli Eredi sarà pubblicato in Germania solo verso la fine dell’estate. Come mai prima in Italia?
A dire il vero era previsto che Gli Eredi venisse pubblicato in Germania in primavera, ma poi il mio editore tedesco, per problemi organizzativi, ha dovuto spostare l’uscita a settembre.
Quando la Corbaccio, il mio editore italiano, mi ha chiesto se potevano far uscire il libro per primi, io ne sono stato più che felice. I lettori italiani sono molto importanti per me: negli ultimi sette anni mi hanno dimostrato così tanto affetto e gentilezza che ho visto in questo un’opportunità per ricambiarli.

Questa è una storia completamente diversa dalle precedenti. Cambiare è una sfida? Non ti spaventa in alcun modo?
Vero, questa volta ho dovuto cambiare un po’ il genere, perché la storia lo richiedeva. Anche se tutto sommato non è un cambio così radicale, un po’ di horror è presente in tutti i miei libri.
Ero comunque molto curioso e elettrizzato all’idea di sapere come i miei lettori abituali avrebbero reagito a questo libro. Ora che Gli eredi è entrato in classifica sono estremamente felice e riconoscente.

L’inizio del libro mi ricorda le classiche atmosfere delle storie horror: una notte buia e tempestosa, rischiarata solo dai lampi, una lunga strada solitaria e tortuosa e intorno solo edifici abbandonati e il silenzio e la quiete della natura.
La sensazione è quella di stare abbandonando zone conosciute e sicure per tuffarsi nell’ignoto. Era questa la suggestione che volevi trasmettere?
Sono convinto che la scena iniziale di un libro sia importante per rendere subito chiaro al lettore quale tipo di storia lo stia aspettando.
Gli eredi ha un mood molto dark e inquietante e io volevo che ciò fosse chiaro sin da subito.

Gli insetti sono un’immagine che torna spesso nel libro: mosche, farfalle, termiti. Che cosa simboleggiano?
Ho usato gli insetti come simbolo della natura. Coesistono con noi pacificamente, almeno fino a quando li rispettiamo.

Wulf_Dorn_by_Andreas_Wanke_3-vertDefinirei questo libro come una favola nera, una specie di Hänsel e Gretel vista da un punto di vista diverso…
Beh, direi che tutte le mie storie traggono spunto da miti e leggende. A essere sincero, non ho pensato a Hänsel e Gretel mentre scrivevo la storia, però, ora che me lo dici … (ride, n.d.r.)

Nel libro affermi che la vista può essere ingannata, l’istinto mai. Credi sia sempre vero?
Credo che tutti tendiamo ad adattare la realtà a nostro piacimento, cercando di ignorare alcuni fatti per sentirci meglio e più a nostro agio in alcune situazioni. Ma nel profondo del nostro intimo conosciamo tutto e non ci inganniamo.

Credi esista sempre una spiegazione logica a tutto? Ti è mai successo qualcosa che non sei riuscito a spiegarti usando la logica e la ragione?
Sono essenzialmente convinto che tutto abbia una spiegazione logica, solo che alcune situazioni sono troppo complicate e complesse per essere comprese appieno. Come essere razionale, non credo al soprannaturale.

Le voci di cui parli nel libro sono quelle della nostra coscienza? Della nostra anima “primitiva” non educata e non costruita, formata e plasmata da regole, educazione e buon senso?
E’ difficile rispondere a questa domanda senza rivelare troppo della storia. Ma ti do qualcosa su cui riflettere: pensa alla storia di Laura con le aringhe…

È corretto dire che ”istinto” è la parole chiave del libro?
Esattamente. L’istinto combinato con il pensiero razionale.

Nel passato il mondo era veramente un posto migliore o eravamo solo meno consapevoli dei pericoli? O ancora, i pericoli erano così lontani da noi che non ce ne interessavamo? Pensi che la nostra consapevolezza sia migliorata?
Che domanda complessa…
Penso che il mondo sia sempre stato come ora. Nella storia dell’uomo ci sono sempre state guerre, ingiustizia e inquinamento ambientale. Oggi siamo più consapevoli di tutto perché il mondo, grazie ai media, è diventato un posto molto più piccolo.

Robert nel libro si chiede: cosa posso fare per cambiare le cose?
Qual è la tua risposta?
Non dare mai retta a quelli che danno risposte semplici a problemi complessi. Fidatevi del vostro pensiero. Il cambiamento inizia dal singolo. Ovviamente una persona da sola non può risolvere tutti i problemi del mondo, ma sarebbe di grande impatto se ognuno di noi si facesse carico di più responsabilità verso noi stessi e verso il mondo nel quale viviamo.

di CRISTINA AICARDI

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