EDITORIALE

Abbattere la povertà, tre ricette: Grillo, Berlusconi, Sarlo

Abbattere la povertà, tre ricette: Grillo, Berlusconi, Sarlo
Nel caso di Grillo, il "reddito di cittadinanza" non sarebbe altro che il frutto di una mega patrimoniale. L'abbattimento della povertà proposta da Berlusconi è interessante. La scoperta della "solidarietà" è forse la strada migliore, ma viene da chi fino a qualche mese fa, se i suoi analisti non gli avessero suggerito che era necessario trovare un nuovo elemento populista su cui imperniare l'azione di rilancio, non l'avrebbe mai maturata.
La strada verso la sconfitta della povertà, almeno in Italia, passa attraverso diverse prospettive. Tutte convergono ad una conclusione: è necessario sostenere economicamente le persone per dare loro la possibilità di vivere. Ciascuno poi, ci arriva secondo il suo ruolo, le sue possibilità, le sue opportunità e le sue capacità. Grillo parla di reddito di cittadinanza, ma gli interrogativi che si aprono sono molti, a cominciare dal fatto di stabilire cosa significa essere cittadino: esserci nato in un luogo o esserci diventato cittadino? Gli extracomunitari regolarizzati ne avranno diritto? Anche Silvio Berlusconi, con le sue meravigliose incursioni sul terreno della propaganda, a cui ci ha tanto abituato e che in una certa qual maniera ne sentivamo la mancanza, dalle pagine di Panorama, in un intervista fiume ha detto che è necessario sconfiggere la povertà in Italia. Il suo programma politico, per le prossime elezioni, partirà proprio da questo punto e lo attuerà con la sua "ricetta liberale, - citiamo testualmente, - che poggerà su una fortissima base solidaristica". Sinceramente le due posizioni oltre a risultare poco credibili, poiché proposte dalla politica, sembrano anche fragili da diverse prospettive oltre che nella coerenza di chi li dice. Nel caso di Grillo, il "reddito di cittadinanza" non sarebbe altro che il frutto di una mega patrimoniale. L'abbattimento della povertà proposta da Berlusconi è interessante. La scoperta della "solidarietà" è forse la strada migliore, ma viene da chi fino a qualche mese fa, se i suoi analisti non gli avessero suggerito che era necessario trovare un nuovo elemento populista su cui imperniare l'azione di rilancio, non l'avrebbe mai maturata. C'è una terza via però, una strada poco battuta dai media e che giorno dopo giorno sta facendo breccia nel Paese e che non è né demagogica, né populistica, tantomeno figlia di qualche atteggiamento opportunistico. Si tratta del progetto COEMM, Comitato Organizzativo Etico Mondo Migliore, un'associazione che conta quasi centomila persone dalla Sicilia alle alpi e che come obiettivo persegue l'abbattimento della povertà nel mondo. Il suo fondatore e il Segretario Generale, Maurizio Sarlo, ci lavora da diversi anni e tra attacchi mediatici, di chi ha capito il potenziale del progetto e vuole screditarlo, e mille altre difficoltà, sta portando i "capitani coraggiosi", così si chiamano gli appartenenti ai singoli salotti sparsi nel 70% dei comuni italiani, verso quello che è stato definito "reddito di dignità", dove non è uno status giuridico o l'ambizione del parlamento a decidere chi deve averne diritto e chi no, ma semplicemente il fatto di essere persone, esseri umani, che hanno diritto a rispetto e dignità.
di SILVIO APARO

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