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'Brividi e maiali', un giallo di Gianni Gribaudo

È un giallo con venature grottesche il romanzo pubblicato da Gianni Gribaudo, pseudonimo dietro il quale sembrerebbe celarsi un ex giornalista del quotidiano astigiano “La Nuova Provincia”. La storia di Brividi e maiali è ambientata nella città piemontese, mai nominata ma fredda, nevosa e riconoscibile dalla toponomastica che accompagna gli eventi. Ed è proprio Gianni Gribaudo il nome del personaggio principale che nelle pagine del libro racconta retrospettivamente una vicenda di sangue e mistero accaduta probabilmente intorno alla metà degli anni 70. Nessuna data offre riferimenti temporali precisi ma diversi indizi seminati dall’autore indicano questo periodo. Il Gribaudo personaggio è un giovane insicuro giornalista di provincia, impegnato nella cronaca sportiva, a cui improvvisamente cade addosso un grosso caso di cronaca nera: dei pezzi di cadavere vengono rinvenuti nei pressi di una discarica abusiva infestata da maiali. Il goffo Gribaudo vaga tra una selva di personaggi bizzarri cercando di scoprire il mistero dietro la macabra scoperta, subendo la personalità forte e affilata della madre che non perde occasione per metterlo di fronte alle sue debolezze. E poi la Maddalena, amore non corrisposto che vive una tresca segreta con Ferruccio Cavagna, nemesi di Gribaudo, detentore di un soprannome, Gadan, come tutti i personaggi del romanzo. I frequenti soliloqui sul presunto tradimento della donna mai avuta sono un esempio della comicità stravagante del Gribaudo letterario, appena meno lampante dei dialoghi con il commissario Esposto Gaetano, un napuli dalle abitudini sociali e dai modi di fare completamente differenti da quelli della Asti descritta. L’interazione tra il personaggio principale e il commissario Esposto è probabilmente il momento più riuscito dell’opera, in cui meglio si può apprezzare la ricerca nel linguaggio, elegante e caratterizzato da una profonda colorazione regionale tanto quanto il nom de plume scelto. E del resto tutta la storia è uno specchio originale di un mondo della provincia del nord Italia, in parte scomparso, con tutti i suoi pregiudizi, a volte bonari, e con i capricci possibili solo in quelle vite vissute lontano dalla metropoli.
di THOMAS MELIS

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