Bicameralismo razionalizzato

Senato: nasce comitato ristretto per modifica regolamento

Senato: nasce comitato ristretto per modifica regolamento
Obiettivo velocizzare e modernizzare i lavori di Palazzo Madama e arrivare ad "un bicameralismo razionalizzato". E' quello che e' nato oggi al termine della riunione della Giunta per il regolamento, convocata dal presidente Pietro Grasso e che si riunirà nuovamente il prossimo 25 luglio prossimo, alle quindici.
Un comitato ristretto di redazione, per trovare l'accordo sulla modifica del regolamento del Senato. Obiettivo velocizzare e modernizzare i lavori di Palazzo Madama e arrivare ad "un bicameralismo razionalizzato". E' quello che e' nato oggi al termine della riunione della Giunta per il regolamento, convocata dal presidente Pietro Grasso e che si riunirà nuovamente il prossimo 25 luglio prossimo, alle quindici. Del comitato fanno parte tre esponenti dell'opposizione ed uno della maggioranza: Annamaria Bernini (FI), Maurizio Buccarella (M5S), Roberto Calderoli(Lega) e Luigi Zanda(Pd) che ne sara' il coordinatore. L'imput e' stato dato dal presidente Grasso che ha presentato in giunta un decalogo di punti da trasformare in delibere da votare in aula, anche alla luce del convegno del giugno scorso nel quale pressocche' tutte le forze politiche si sono ritrovate sulla necessita' di apportare modifiche ai regolamenti. "L'obiettivo - ha spiegato nel corso della riunione - che mi auguro trovi il consenso dei componenti della Giunta, e' in primo luogo la razionalizzazione delle procedure parlamentari". "Ritengo anzitutto fondamentale introdurre attraverso una riforma dei regolamenti di Camera e Senato" perche' "l'azione parallela e' quanto mai necessaria" meccanismi procedurali "che consentano di passare , a Costituzione invariata, a un bicameralismo razionalizzato, come lo definiva Leopoldo Elia", ha osservato. "I costituenti con l'asciutta formula dell'articolo 70 della Costituzione - ha sottolineato Grasso - hanno lasciato ampio margine ai regolamenti parlamentari per disciplinare in quale modo le Camere debbano svolgere 'collettivamente' la funzione legislativa". Per quanto riguarda le procedure non legislative si potrebbero, ad esempio, "assegnare le informative del Governo alle commissioni riunite per evitare duplicazioni, riservando alle Assemblee i soli interventi del presidente del consiglio dei ministri", ha aggiunto. E ancora: per le commissioni si potrebbero "privilegiare le sedi redigente o deliberante, salvo i casi di riserva di Assemblea o di disegni di legge di particolare rilievo. Quindi si e' soffermato sull'opportunità di introdurre meccanismi di contingentamento anche del numero degli emendamenti, analogamente a quanto previsto alla Camera con i cosiddetti emendamenti 'segnalati'; sull'armonizzazione dei regolamenti dei due rami del Parlamento scegliendo le migliori prassi( su computo astenuti, verifica numero legale, questione di fiducia e voto segreto), sui rapporti fra Parlamento e Governo, ad esempio con l'introduzione del voto a data fissa per i ddl indicati dal Governo come prioritari e sui rapporti maggioranza-opposizione con l'ipotesi di tempi riservati e voto a data certa per i ddl e gli atti di indirizzo sottoscritti da almeno un terzo dei componenti del Senato e non ha tralasciato di indicare altri punti su cui si potrebbe incidere. Ad esempio prevedendo tempi certi e voto a data fissa per i ddl di iniziativa popolare o la codificazione delle prassi adottate dalle commissioni per l'esame degli atti preparatori della legislazione europea.

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