Miglioramenti degli standard di vita

Lavoro, Ue: in Italia aumentano povertà e Neet

Lavoro, Ue: in Italia aumentano povertà e Neet
Immagine di repertorio
"Questa indagine annuale dimostra che stiamo procedendo con determinazione verso una maggiore crescita e occupazione. Ciò nonostante, i giovani d'oggi e i loro figli potrebbero ritrovarsi in condizioni peggiori rispetto ai genitori, e non e' quello che vogliamo", ha detto la commissaria responsabile per l'Occupazione, Marianne Thyssen, promettendo di "agire rapidamente"
Mentre in gran parte degli Stati membri nel 2016 c'e' stato un miglioramento degli standard di vita e dei livelli di occupazione, l'Italia ha registrato un peggioramento in numerosi indicatori economici e sociali, a cominciare dal livello di povertà. E' quanto emerge da un rapporto sugli sviluppi economici e sociali nell'Unione europea, pubblicato oggi dalla Commissione. "Gran parte degli Stati membri ha registrato dei miglioramenti degli standard di vita nel 2016", dice il rapporto: il numero di persone che vivono in condizioni di povertà estrema si e' ridotto lo scorso anno. "Solo Estonia, Italia e Romania hanno registrato un deterioramento tra il 2015 e il 2016". La situazione e' particolarmente critica per i giovani. Il tasso dei NEET ("not in education, employment or training", cioe' non impegnati nell'istruzione, nel lavoro o in una formazione, ndr) e' in Italia tra i piu' elevati dell'Ue. Per i giovani tra i 20 e i 24 anni, il tasso NEET a livello Ue ha continuato a scendere nel 2016 dopo il picco del 2012, ma "e' particolarmente alto in Italia, Romania e Grecia (23%-29%)", dice il rapporto. L'Italia e' nel gruppo di paesi dove i giovani sotto i 30 anni guadagnano meno del 60% della media dei lavoratori che hanno piu' di 60 anni. Quanto alla differenza di genere, dopo Malta l'Italia e' il paese che ha registrato lo scarto maggiore (20,1%) nel tasso di occupazione tra uomini e donne. Secondo l'indagine della Commissione, con più di 234 milioni di lavoratori, il tasso di occupazione non e' mai stato cosi' elevato come oggi nell'UE e la disoccupazione e' al livello più basso dal dicembre 2008. Dal 2013 sono stati creati 10 milioni di posti di lavoro nell'UE. Tuttavia i dati mostrano anche che sulle generazioni più giovani grava un onere particolarmente elevato: tendono ad avere più difficoltà a ottenere un posto di lavoro e si trovano piu' spesso in forme di occupazione atipiche e precarie come i contratti temporanei, che possono comportare una minore copertura previdenziale. "Questa indagine annuale dimostra ancora una volta che stiamo procedendo con determinazione verso una maggiore crescita e occupazione. Ciò nonostante, i giovani d'oggi e i loro figli potrebbero ritrovarsi in condizioni peggiori rispetto ai genitori, e non e' quello che vogliamo", ha detto la commissaria responsabile per l'Occupazione, Marianne Thyssen, promettendo di "agire rapidamente".

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