Previsioni occupazionali

Lavoro: 875 mila assunzioni previste in 3 mesi, 34% giovani

Lavoro: 875 mila assunzioni previste in 3 mesi, 34% giovani
Secondo lo studio il 15,4% delle imprese si rivolgerà di preferenza alle donne e 1 dirigente su 4 sara' 'rosa'. Maggiori opportunità di lavoro si troveranno nel settore terziario in cui sono previste 613 mila entrate (il 70% del totale) e, di queste, ben oltre la meta' e' diretta ai servizi alle persone (tra cui sanità, istruzione, servizi culturali), al commercio e ai servizi legati all'accoglienza e alla ristorazione.
Tra agosto e ottobre le imprese prevedono di assumere 875 mila persone: ai giovani sara' destinato il 34% dei posti lavoro. E' quanto emerge dall'analisi del sistema informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere in accordo con l'Anpal, sulle previsioni occupazionali delle imprese private dell'industria e dei servizi tra agosto e ottobre 2017. Secondo lo studio il 15,4% delle imprese si rivolgerà di preferenza alle donne e 1 dirigente su 4 sara' 'rosa'. Maggiori opportunità di lavoro si troveranno nel settore terziario in cui sono previste 613 mila entrate (il 70% del totale) e, di queste, ben oltre la meta' e' diretta ai servizi alle persone (tra cui sanità, istruzione, servizi culturali), al commercio e ai servizi legati all'accoglienza e alla ristorazione. All'interno del settore industriale, a cui si indirizza il 30% delle ricerche complessive di personale, piu' chance di trovare occupazione la daranno i comparti della meccanica (16% delle 262 mila entrate programmate dall'industria), della metallurgia (13%) e della filiera alimentare (13%). Sono soprattutto le aziende di piccole dimensioni a programmare nuove posizioni di lavoro: 2 entrate su 3 sono pianificate dalle imprese con meno di 50 dipendenti. Mentre il 22% delle ricerche di personale sara' avviata dalle aziende che hanno dai 50 ai 249 dipendenti. Il restante 13% degli ingressi e' alimentato dalle imprese con classe dimensionale piu' elevata (oltre 250). Nei programmi occupazionali delle imprese sono 135 mila le posizioni lavorative per le quali gli imprenditori ritengono piu' adatta una figura femminile. Si rivolgerà di preferenza alle donne il 15,4% delle 875 mila ricerche di personale pianificate, agli uomini il 28,8% e ad entrambi i generi indifferentemente il 55,8%. L'industria dell'alimentare e delle bevande e' il settore che piu' di altri punterà sulle donne. Prevalente la domanda di lavoro proveniente dal Nord ovest (il 31% del totale Italia) in particolare nei servizi; nel Nord est, guidato dal Veneto, appare piu' elevata della media la ricerca di personale destinata a coprire le esigenze occupazionali dell'industria (il 34,7% delle entrate previste nell'area). Tra agosto e ottobre le imprese saranno in cerca soprattutto di professionisti qualificati da inserire nelle attività commerciali e nei servizi (27,6%), seguiti dai conduttori di impianti e operai di macchinari (14,8%) e dagli artigiani e operai specializzati (12%). Secondo lo studio, le aziende stimano che sara' piu' difficile reperire sul mercato le figure professionali ricercate rispetto alla precedente rilevazione. Tra agosto e ottobre la difficoltà di reperimento e' salita al 24,2% delle entrate programmate contro il 20,6% rilevato per il periodo luglio-settembre. A livello settoriale sono soprattutto le industrie metalmeccaniche ed elettroniche a prevedere maggiori complessità per la ricerca del candidato giusto (44% la difficoltà di reperimento). Seguite dalle imprese di servizi informatici e delle telecomunicazioni (41%) e, a ruota, dall'industrie metallurgiche (40%). In particolare faranno fatica nella ricerca di personale soprattutto le imprese del Nord est (27,9% la difficoltà di reperimento). Tra le regioni spiccano il Friuli Venezia Giulia (31%) e il Veneto (28,4%). Per quanto riguarda le opportunità di lavoro al femminile, la preferenza e' piu' marcata per posizioni specialistiche come quelle di operai nel sistema moda (56% il tasso di preferenza delle donne) e nella filiera del food (39,8%), seguiti dagli operatori dell'assistenza sociale (31,2%). A livello settoriale a preferire le donne sono soprattutto le industrie alimentari e delle bevande, il 35% delle entrate programmate sara' "rosa" mentre per il 48% degli ingressi previsti il genere viene giudicato indifferente. Seguono i servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone - tra cui attività immobiliari, di noleggio e attività per edifici e paesaggio- (25% le entrate femminili, 64% la quota di indifferenza tra generi), e dai servizi alle persone - tra cui istruzione, assistenza sociale e servizi culturali- (19% donne, 74% la quota di indifferenza).

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