inclusività e stipendi

Scuola accolga immigrati, ma Miur non accoglie docenti

Forse Valeria Fedeli non sa niente del percorso scolastico italiano e sostenendo che la nostra scuola è "un sistema molto avanzato", sente però il bisogno di firmare due decreti, facile fare propaganda con una classe docente pagata meno di tutti i colleghi europei, a cui però si affida la giovane immigrazione, in piena e totale morale di obbligo d'accoglienza e occhio di riguardo
Roma. Già con il concorso indetto nel 1992 il tema della multiculturalità era il principale punto d'osservazione per valutare i futuri candidati docenti.
Chi entrò nelle file del Miur nel 1994 grazie agli effetti di quel Decreto Ministeriale, si ricorderà bene i primi bambini "stranieri" che agli inizi degli anni '90 iniziavano ad entrare nelle scuole statali italiane.

Figli di famiglie con pochi disagi inizialmente, poi il mescolarsi con le prime etnie rumene, fino ad arrivare poco meno di 10 anni dopo a situazioni che vedevano il 50% bambini italiani ed il 50% stranieri, iniziando con i primi seri problemi d'integrazione.

Forse Valeria Fedeli non sa niente del percorso scolastico italiano e sostenendo che la nostra scuola è "un sistema molto avanzato", sente però il bisogno di firmare due decreti.
Uno per la costituzione dell'Osservatorio permanente per l'inclusione scolastica, previsto da uno dei provvedimenti attuativi della Buona Scuola, e l'altro per l'Osservatorio per l'integrazione degli alunni stranieri e per l'intercultura.

Così spiega il Ministro all'Istruzione.
"I due Osservatori saranno importanti spazi di confronto su temi che sono centrali nella nostra scuola e nel Paese e che sono direttamente connessi con l'attuazione dell'articolo 3 della nostra Costituzione.
Quella italiana e' gia' una scuola altamente inclusiva e capace di integrare, di fare della diversita' una ricchezza.

Abbiamo un sistema molto avanzato, di cui possiamo e dobbiamo essere orgogliosi.

Le nostre e i nostri docenti fanno un lavoro straordinario, che con la riforma e i suoi decreti attuativi vogliamo ulteriormente supportare con risorse e strumenti che ci consentiranno di venire sempre piu' incontro alle nuove esigenze di studentesse e studenti e delle loro famiglie.

Fra i decreti attuativi della Buona Scuola uno specifico provvedimento e' dedicato al tema dell'inclusione per garantire una scuola sempre piu' accogliente alle alunne e agli alunni con disabilita', rafforzando il ruolo delle famiglie e delle associazioni nei processi di inclusione e coinvolgendo , anche e soprattutto attraverso la formazione in servizio, tutte le componenti del personale scolastico.

Nei prossimi mesi gli effetti del decreto si dispiegheranno attraverso una serie di atti che condivideremo e costruiremo con l'Osservatorio appena costituito che sara' uno strumento di forte partecipazione.
Lo riuniremo gia' nelle prime settimane di settembre, con l'avvio dell'anno scolastico, proprio per condividere priorita' e obiettivi.
La costituzione stessa dell'Osservatorio rappresenta uno dei primi tasselli dell'attuazione.

Grazie alla riforma, stiamo potenziando l'offerta formativa anche con un incremento di risorse per questo capitolo".

Sono oltre 800.000 le ragazze e i ragazzi con cittadinanza non italiana presenti nel sistema scolastico.
Quasi il 60% di queste alunne e di questi alunni e' nato in Italia.

"La velocita' e la profondita' dell'integrazione dipendono anche dalla scuola, come ho ricordato in molte occasioni - prosegue la Ministra -. E' grazie al percorso che le ragazze e i ragazzi con cittadinanza non italiana fanno a scuola che il nostro Paese potra' contare anche sui loro talenti, sulle loro intelligenze.
E' a scuola che studentesse e studenti, famiglie e comunita' con storie diverse possono imparare a conoscere le diversita' culturali e religiose, a superare le reciproche diffidenze, a sentirsi responsabili di un futuro comune. Le scuole possono essere veri e propri laboratori di convivenza.

L'Osservatorio sara' uno strumento importantissimo per portare avanti questo processo.
La complessita' e la molteplicita' degli aspetti relativi all'integrazione richiedono una sede qualificata di riflessione.

Dobbiamo dare risposte efficaci alle storie e ai bisogni educativi di chi e' appena arrivato nel nostro Paese, ma anche delle ragazze e dei ragazzi figli di migranti che nascono, crescono e studiano in Italia la cui cittadinanza, penso al dibattito sullo Ius soli, che mi auguro sia rapidamente approvato, si costruisce giorno dopo giorno proprio nelle nostre scuole".

Cara Ministra Fedeli, inizia a dare uno stipendio adeguato ai docenti a cui chiedi di "dare risposte efficaci ai bisogni educativi" e ricorda che quei bisogni ce l'hanno anche i bambini italiani che sono nati e quindi ugualmente arrivati da poco, nel nostro Paese.

Facile fare propaganda con una classe docente pagata meno di tutti i colleghi europei, compreso Grecia e Spagna, a cui però si affida la giovane immigrazione, in piena e totale morale di obbligo d'accoglienza e occhio di riguardo.
di CLAUDIA RIGACCI

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