Calcio

Catania, parla Pulvirenti: "Ho toppato alla grande con Wind Jet"

Sono stato sempre zitto, ma oggi voglio parlare perche' e' andato a buon fine il piano di ristrutturazione societario con investimenti stranieri.
Catania, 13 set. - Due anni di silenzio per rimediare alle accuse giudiziarie che lo hanno coinvolto. Oggi torna a parlare il proprietario del Catania calcio e della 'vecchia' Wind jet, la compagnia aerea low cost. Lo ha fatto a Torre del Grifo, il centro sportivo che accoglie il club calcistico etneo. "Se qualcuno - ha detto Pulvirenti - mi avesse detto, due anni fa, che mi sarei trovato qui con il direttore (Pietro Lo Monaco, ndr) a parlare di Catania, gli avrei dato del pazzo. Io sentivo il bisogno di parlare e di chiarire alcune cose. Sono stato sempre zitto, ma oggi voglio parlare perche' e' andato a buon fine il piano di ristrutturazione societario con investimenti stranieri. Oggi tutto quello programmato in due anni e' stato fatto, grazie anche al presidente Franco, agli avvocati e ai dirigenti. Il gruppo ha ristrutturato il debito e puo' pensare al rilancio del Catania e delle altre societa'. Abbiamo pagato il concordato Wind Jet, manca solo una rata che tocca a me e scade nel 2018". Pulvirenti ha poi inziato a parlare degli errori commessi nel passato: "Cosentino (direttore sportivo del Catania Calcio) - ammette - e' stato il mio piu' grande errore. Ancora oggi non riesco a darmi pace di aver fatto una scelta scellerata nominando una persona totalmente inesperta a gestire la societa'. Ho fatto tutto il contrario di cio' che avevo sempre fatto, in quel caso ho 'toppato' in maniera totale. Se non ci fossero stati 'I treni del gol' Cosentino sarebbe rimasto amministratore delegato, quella vicenda ha chiuso un capitolo". Inevitabile l'argomento piu' spinoso, quello giudiziario culminato con l'arresto di Pulvirenti per la compravendita di partite di calcio nell'inchiesta della Procura di Catania denominata 'Treni del gol': "Ho sempre avuto dei dubbi su come sono andate realmente le cose. Abbiamo la certezza che sia trattato di una truffa nei miei confronti. Resta comunque il fatto che moralmente io sia responsabile. Per quanto riguarda il processo sportivo: in quella circostanza, Arbotti viene giudicato da Artico solo dopo 5 mesi e viene assolto per l'articolo 2 che e' quello che ha condannato il Catania. Questi sono i dubbi che questa vicenda si porta dietro, ovvero un giudizio totalmente diverso dello stesso fatto". Altro capitolo la vicenda Wind Jet. Pulvirenti ammette: "Per la questione Wind Jet ho avuto altri problemi, ma mi rendevo conto che le cose non andavano bene nonostante il pesante investimento economico. Non sempre basta". Sul futuro?: "Io spero un giorno - ha aggiunto Pulvirenti - di poter ritornare a fare il presidente del Catania, se le mie questioni giudiziarie me lo consentiranno. Ho sempre avuto la volonta' di riscattarmi, se e' vero che ho usato le mie risorse all'estero per iscrivere il Catania al campionato. Il Catania deve andare in Serie B e poi provare a ritornare in alto. Solo in quel momento potro' dire, in parte, di essermi riscattato anche se il mio errore rimarra' per sempre". Secca la risposta a chi gli chiede quando tornera' allo stadio: "Provo disagio ad andare allo stadio, nonostante mi abbiano tolto il Daspo. Ho disagio perche' so di aver fatto male a molte persone".

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