Lavoro

Uil, contratto in scadenza per 5.000 precari calabresi

Uil, contratto in scadenza per 5.000 precari calabresi
La Calabria non cresce! Pertanto - scrivono - al governo regionale chiediamo di concentrarsi su alcune priorità e trovare per le stesse soluzioni chiare definitive. Una delle prime questioni che devono essere affrontate e risolte dalla giunta regionale e', di certo, quella che interessa i Lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità della Calabria
Cinquemila precari calabresi aspettano la stabilizzazione. Lo affermano, in un documento, il segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo, e il segretario generale della Uiltemp, Gianvincenzo Petrassi. "I report, i cantieri, le conferenze stampa che la Regione ha prodotto in questi anni, che possono essere considerati positivi dal punto di vista della comunicazione, stridono - spiegano - fortemente rispetto a quella che e' la realtà delle cose in Calabria. La Calabria non cresce! Pertanto - scrivono - al governo regionale chiediamo di concentrarsi su alcune priorità e trovare per le stesse soluzioni chiare definitive. Una delle prime questioni che devono essere affrontate e risolte dalla giunta regionale e', di certo, quella che interessa i Lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità della Calabria. Una vasta platea, quasi cinquemila lavoratori, che attende da troppo tempo la stabilizzazione. Sarebbe questo per la Calabria il piu' grande piano occupazionale degli ultimi anni. Ad oggi non e' chiara la visione strategica dell'amministrazione regionale su questo tema di cui, malgrado la grande importanza, non si e' fatto cenno nella discussione del recente "Cantiere Calabria". Poco si sa su come la regione intende affrontare questa delicata problematica. Poco si sa su come il governo nazionale intenda approcciarsi alla risoluzione di questa vertenza. Le nostre richieste di incontro sono cadute nel vuoto. Per noi - continua la Uil - questi lavoratori precari rappresentano una risorsa importante per la Calabria, sono determinanti per rendere finalmente efficiente la macchina burocratica regionale". I due sindacalisti spiegano ancora: "Credevamo che la stabilizzazione degli Lsu e degli Lpu calabresi fosse la conclusione naturale di un percorso impervio, fatto di continui rinvii e prolungate sofferenze. Siamo costretti a ricrederci e siamo altresi' convinti che, su un tema cosi' importante per il futuro di questa regione, sia necessario ritrovare la massima unita' di intenti nel Sindacato e nelle forze che, da tempo, sostengono questa vertenza. Le stesse che nel passato hanno permesso di realizzare la contrattualizzazione di questi lavoratori e lavoratrici calabresi. Se cosi' non fosse, lo ripetiamo, attiveremo, con chi ci sta, tutte le iniziative e le mobilitazioni possibili per dare risposte vere e risolutive. I tempi stringono. A pochi mesi dalla scadenza del 31 dicembre, e' davvero inaccettabile che ancora non si sappia nulla sul futuro dei lavoratori ex Lsu/Lpu della Calabria. Ad oggi, purtroppo, non e' stata fissata la data per l'avvio di quel tavolo romano, con il governo nazionale, promesso dal presidente della Giunta Oliverio e dall'assessore al Lavoro Roccisano in occasione di una importante manifestazione dei lavoratori precari presso la Cittadella regionale". Secondo la Uil "occorre che il governo nazionale approvi le deroghe alla normativa vigente e preveda un incentivo alla stabilizzazione che aiuti gli enti utilizzatori a sostenere le stabilizzazioni. Questi provvedimenti, unitamente al prepensionamento per i piu' anziani ed alla redistribuzione del bacino negli enti limitrofi, oltre che negli enti ministeriali o sub-regionali del territorio calabrese, renderebbero concretizzabile la definitiva stabilizzazione di questi lavoratori. Ribadiamo, infine, che una vertenza di questa portata ha bisogno non solo di una azione unitaria e forte del sindacato ma anche - concludono - di un impegno delle istituzioni locali e dell'intera delegazione parlamentare, per sanare una ingiustizia e ridare quella dignità negata da troppo tempo".

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