Sanità

Pisa, occhio bionico per testare farmaci su maculopatia

Il dispositivo avra' un impatto importante sui costi dell'assistenza sanitaria in quanto i nuovi materiali e i relativi modelli in vitro saranno piu' economici rispetto a quelli attuali
Firenze, 4 ott. - Realizzare un occhio bionico con materiali bioattivi micro e nanofabbricati per testare l'efficacia dei farmaci e sviluppare terapie personalizzate contro la maculopatia. E' questo l'obiettivo di Biomembrane, un nuovo progetto europeo coordinato dal Centro di Ricerca "E. Piaggio" dell'Universita' di Pisa appena finanziato con circa 500mila euro sino al 2020 e di cui fanno parte la Warsaw University of Technology in Polonia, la Universidade Nova de Lisboa in Portogallo e, come aziende, la SNC Fibers in Sud Africa e la Allinky Biopharma SL in Spagna. "Nei tre anni del progetto creeremo delle biostrutture intelligenti integrate in una piattaforma biomedica in grado di imitare le strutture dell'occhio per ottimizzare i test farmaceutici e personalizzare le terapie contro la degenerazione maculare - annuncia il professore Giovanni Vozzi dell'Ateneo pisano - il dispositivo avra' un impatto importante sui costi dell'assistenza sanitaria in quanto i nuovi materiali e i relativi modelli in vitro saranno piu' economici rispetto a quelli attuali". I ricercatori impegnati in Biomembrane, si legge in una nota, svilupperanno un modello in vitro di epitelio pigmentato retinico interfacciato alla rete vascolare coroidale tramite una struttura specializzata, la membrana di Bruch. In particolare, all'Universita' di Pisa i bioingegneri del Centro Piaggio, affiancati da un pool multidisciplinare di Fisiologi e Chimici Farmaceutici guidato dai professori Gian Carlo Demontis e Armando Rossello, metteranno a punto la micro e nano fabbricazione delle strutture della membrana di Bruch e della rete vascolare connessa con materiali bioattivi. Per simulare la topologia di questa struttura dell'occhio saranno combinate due diverse tecniche di micro e nanofabbricazione. La membrana sara' assemblata usando un sistema 'elettrospinning' in grado di produrre una struttura non tessuta fatta di fibre con risoluzione nanometrica e con una porosita' ben definita a livello micro e nano, mentre la rete vascolare coroidale sara' progettata come una rete microfluidica ramificata utilizzando un approccio soft-litografico. La bioattivita' delle strutture biologiche sara' infine migliorata grazie al metodo della soft-molecular imprinting imprimendo nelle strutture microfabbricate siti bioattivi in grado di legare biomolecole selezionate per migliorare le funzioni delle cellule.