Dentisti: sbloccare sanita' integrativa per cure a tutti

Roma, 12 ott. - Secondo i dati Istat, negli ultimi 12 mesi sono stati 5 milioni gli italiani che per motivi economici hanno dovuto rinunciare alle cure odontoiatriche. Ben il 12% degli occupati - ma vi sono anche punte che superano il 15% - ha rinunciato a visite e terapie per lo piu' per motivi economici (l'87%). Per questo motivo l'Associazione Nazionale Dentisti Italiani (Andi) ha proposto oggi, nel corso di un convegno al ministero della Salute, di risolvere il problema ricorrendo allo strumento della sanita' integrativa, che consentirebbe a tutti i cittadini di poter dedurre interamente le spese sostenute per cure odontoiatriche fino a 3.615 euro l'anno.    "La legge istitutiva dei Fondi Sanitari e' fallita ed il tentativo di riformarla con i decreti Turco e Sacconi ha prodotto una diseguaglianza tra i cittadini", ha detto il presidente Nazionale Andi, Gianfranco Prada. "I lavoratori dipendenti ed i loro familiari - ha spiegato - possono godere delle agevolazioni fiscali offerte dai contratti di lavoro usufruendo dalla sanita' integrativa contrattuale dei Fondi non DOC, con molte limitazioni, sprechi di risorse e inappropriatezza delle cure. Il resto della popolazione, ovvero la maggioranza, non ha possibilita' di accedere al secondo pilastro della sanita' soprattutto per l'odontoiatria, col paradosso che i Fondi DOC dedicati, che prevedono sgravi fiscali, non possono operare". "La nostra proposta - ha continuato Prada - si fonda sul dare priorita' alle scelte cliniche rispetto a quelle economiche. Per fare questo abbiamo attivato un progetto di assistenza integrativa basato sulla rete selezionata tra i 24 mila dentisti Associati, capillarmente distribuiti su tutto il territorio italiano. La Fondazione Andi Salute (FAS), il fondo integrativo creato da Andi, ha ottenuto l'iscrizione all'Anagrafe dei Fondi integrativi 'DOC', che forniscono prestazioni integrative e non sostitutive o complementari a quelle del SSN. Questo fondo consente a tutti i cittadini l'intera deducibilita' fiscale fino a 3.615,20 euro l'anno per le cure mediche ed odontoiatriche e senza scendere a compromessi sulla tipologia di cura. Ad oggi, pero', non abbiamo la certezza di poter garantire questo vantaggio fiscale ai pazienti che sottoscrivono il fondo per via di alcuni dubbi interpretativi che non rendono chiaro se solo gli studi accreditati con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) possano erogare le prestazioni. Questo - ha chiarito il presidente Andi - di fatto impedirebbe non solo all'odontoiatria di utilizzare questa tipologia di Fondi, nati principalmente proprio per l'odontoiatria, ma costringerebbe i cittadini a rivolgersi alle pochissime strutture accreditate con l'SSN. Per questo i fondi DOC non riescono a decollare. Per riuscire a dare una reale soluzione agli italiani noi siamo pronti - ha concluso Prada - ma attendiamo una risposta dai ministeri competenti in modo da riuscire a dare quel supporto necessario a milioni di italiani che oggi hanno problemi di salute orale". L'assistenza odontoiatrica in Italia, con i notevoli costi necessari alle cure, e' garantita dai dentisti liberi professionisti, dato che il 90% circa degli italiani sceglie un dentista privato, solo il 5% una struttura odontoiatrica, il 4% si rivolge al SSN e la restante fascia di popolazione si affida ai viaggi della speranza nei paesi dell'Est Europa. Ad oggi i Fondi Sanitari Integrativi DOC (quelli che consentono di ottenere le agevolazioni fiscali) sono 8 con 9.156 iscritti ed 1.250.000 euro di risorse impegnate, gli altri Fondi Sanitari Integrativi (prevalentemente legati ai contratti di lavoro) sono 297 con 9.145.336 iscritti e 2.242.215.000 euro di risorse impegnate.

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