Accordi commerciali

Ilva, trattativa con Am Investco riparte a fine mese

La Sede dell'Ilva
Rispetto all'incontro del 9 scorso, la lettera di Am Investco Italy - la società che si è aggiudicata l'Ilva a chiusura, a giugno, della gara lanciata dai commissari straordinari - nella quale si indicavano le condizioni di assunzione del personale dall'Ilva in amministrazione straordinaria, verrebbe accantonata e partirebbe un nuovo confronto.
Taranto, 22 ott. - Potrebbe riprendere tra il 27 e il 31 ottobre - questi due giorni sono le probabili date - la trattativa sull'Ilva dopo la brusca interruzione del 9 ottobre scorso al Mise. Il giorno non ? ancora ufficializzato ma si lavora per un riavvio del negoziato a stretto giro. Rispetto all'incontro del 9 scorso, la lettera di Am Investco Italy - la società che si è aggiudicata l'Ilva a chiusura, a giugno, della gara lanciata dai commissari straordinari - nella quale si indicavano le condizioni di assunzione del personale dall'Ilva in amministrazione straordinaria, verrebbe accantonata e partirebbe un nuovo confronto. Proprio questa lettera di Am Investco, recapitata ai sindacati qualche giorno prima del vertice al Mise,ovvero il 6 ottobre, ha fatto saltare il tavolo, portando il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, a dichiarare irricevibile la proposta. In quella lettera c'erano, tra gli altri, due elementi importanti: l'assunzione, da parte di Am Invesco, di 10mila addetti su 14200 e l'azzeramento delle loro posizioni contrattuali. In altri termini, secondo i sindacati, i lavoratori assunti dalla nuova società avrebbero perso il 20 per cento circa della retribuzione lorda annua. Protesta anche sui 4mila esuberi, sebbene questi non fossero proprio una novità sia perchè Am Investco ha già indicato quest'eccesso sin da giugno, in sede di aggiudicazione dell'Ilva, sia perchè Governo e commissari dell'azienda hanno più volte assicurato che non si tratta di esuberi che verranno licenziati ma di personale che rimarrà all'amministrazione straordinaria, per altri lavori di bonifica, o in cassa integrazione. Adesso, sulla parte più spinosa, ovvero la parte economica dei lavoratori, Am Investco sarebbe disponibile a discutere per trovare un accordo. L'accantonamento della lettera, però, non vuol dire che sarà un negoziato facile, tutt'altro. Anzi, i sindacati metalmeccanici parlano di confronto durissimo, da tenere al riparo dalle strumentalizzazioni politiche ed elettorali, perchè Mittal intende tenere il punto. E due giorni fa, in visita nel Tarantino con Matteo Renzi, segretario Pd, il vice ministro Mise, Teresa Bellanova, ha affermato che "dalla vicenda Ilva, per come è complessa, nessuno prenderà applausi e che si tratta di fare il massimo sforzo di intelligenza e di responsabilità per cercare le soluzioni migliori". Nei giorni dopo la rottura, fonti vicine ad Am Investco hanno detto che la proposta di 50mila euro lordi annui di retribuzione pro capite media inizialmente prospettata, si riferiva a circa 9400 addetti da assumere nel primo anno, che poi era il numero indicato dalla società nell'offerta. Il successivo pressing del Governo, prima che si chiudesse l'aggiudicazione, ha poi portato a 10mila il numero degli addetti. E qui fonti vicine a Mittal osservano che quei 50mila euro lordi di media non potevano valere per un numero più alto di addetti, ma il Governo, attraverso i ministri più vicini al dossier Ilva, ribatte sostenendo che i patti prevedono almeno 10mila unità al lavoro ad invarianza di salario. Da queste dichiarazioni in poi, i pontieri si sono messi all'opera e si è ricostruito un approdo per rivedersi e discutere. Ora, nella ripresa del confronto a fine mese, si vedrà come è possibile conciliare le posizioni su questo punto. Secondo indiscrezioni, Aditya Mittal, ceo del gruppo in Europa e figlio del leader Lakshmi, sarebbe in sintonia col top manager e capo delegazione al tavolo, Geert Van Poelvoorde, ed entrambi propenderebbero per una posizione rigorosa nelle trattative, anche perchè Aditya, si osserva, sembra più prediligere un'impostazione finanziaria. Meno dura, invece, sarebbe quella del big Lakshmi. In ogni caso, i sindacati sanno già che sarà un negoziato senza sconti. Negoziato al quale non parteciperà il governatore della Puglia, Michele Emiliano, nonostante lo abbia più volte chiesto anche attaccando il Governo. "Ma non è previsto nella procedura" ha ribattuto Calenda chiudendo ogni spazio.

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