strage rivendicata dall'isis

Parigi, Bataclan rinasce 2 anni dopo: "Non abbiamo più paura"

Due anni dopo la notte piu' buia, il Bataclan, torna lentamente alla vita: il 12 novembre dell'anno scorso, alla vigilia del primo anniversario dell'attacco terroristico che sconvolse Parigi e il mondo, fu Sting a celebrare la rinascita del teatro di boulevard Voltaire con un concerto intimo e toccante.
Ma l'atmosfera era ancora troppo carica di dolore e di rabbia. Oggi, racconta il condirettore del teatro, Jules Frutos, le cose stanno cambiando e si sta ritornando a una sorta di normalita'. E quello che piu' importa, "e' che finalmente non abbiamo piu' paura". Le forze di sicurezza continuano a presidiare il Bataclan, luogo simbolo di quella notte drammatica dove morirono 90 delle 130 vittime complessive, che resta un 'luogo sensibile' dal punto di vista della prevenzione e della gestione dell'ordine pubblico in un paese che vive da piu' di due anni in stato di emergenza. Ma la direzione del teatro ha chiesto alla polizia e ai militari una presenza piu' discreta, meno evidente, e questo sta pian piano avvenendo. "Il che ci riporta a una normalita' fatta di problemi quotidiani da risolvere, e questo ci rassicura", spiega Frutos. I mesi seguiti alla riapertura sono stati molto difficili in termini di programmazione, racconta ancora Frutos, "nell'ultimo anno si e' ridotto del 20% il numero di spettacoli andati in scena, ma il tasso di partecipazione del pubblico e' cresciuto del 90%". I lavori di ricostruzione del teatro sono stati quasi ultimati, la capienza e' passata dai 1.500 posti disponibili precedenti a 1.700 e il Bataclan e' pronto a fare concorrenza agli altri 'santuari' della scena musicale e teatrale parigina, da La Cigale, all'Olimpia al Trianon, fino all'Elyse'e Montmartre riaperto l'anno scorso. "C'e' un'offerta importante in una situazione economica ancora difficile", continua il condirettore del Bataclan, "ma questo e' positivo perche' ci costringe a reagire", dice ancora Frutos all'agenzia France Presse. Le polemiche, in questi due anni, non sono mancate. Nicola Sirkis, il leader del gruppo francese Indocina, ha definito "spregevole" la riapertura del Bataclan dopo la notte di sangue del 13 novembre del 2015, aggiungendo che quel luogo doveva diventare un "santuario". "Non capisco come un artista possa dire che un teatro deve trasformarsi in un mausoleo", ribatte Frutos. "La risposta piu' importante e' arrivata dal pubblico. Temevano una situazione di stallo. Volevamo vedere come il pubblico si sarebbe comportato, se si sarebbe sentito a suo agio. Ora non abbiamo piu' paura, anche se drammi, come l'attacco di Manchester al concerto di Ariana Grande, ci ha riportato a quello che e' successo qui da noi". Lo stesso presidente francese, Emmanuel Macron, domani, in occasione dell'anniversario degli attentati, ha deciso di toccare i luoghi simbolo di quella tragica notte e dopo aver osservato un minuto di silenzio allo Stade de France, passera' di fronte ai ristoranti in cui si scateno' la follia omicida dei terroristi e concludera' il suo pellegrinaggio proprio al Bataclan. Alla cerimonia potrebbe partecipare anche l'ex capo dello Stato, Francois Hollande. Lo stesso Hollande, costretto in piena notte annunciare lo stato di emergenza e la chiusura delle frontiere, era in tribuna allo Stade de France, nelle prime battute della catena di massacri che avrebbe trasformato in un incubo la notte parigina a cavallo tra il 13 e il 14 novembre del 2015. La tragedia piu' buia della storia recente di Francia inizia alle 21,20: mentre 80 mila persone stanno assistendo alla partita di calcio amichevole tra Francia e Germania, si sente una prima forte esplosione, davanti al ristorante Events nei pressi dell'ingresso D dello Stade de France, a Saint-Denis. In tribuna d'onore, oltre a Hollande, siedono il presidente dell'Assemblea Nazionale Claude Bartolone e il ministro degli affari esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier. La partita prosegue ma la tensione e' gia' altissima. Nel giro di poco piu' di mezz'ora, l'intera citta' si trasformera' in un inferno. Nei pressi dei ristoranti Le Carillon su Rue Alibert e Le Petit Cambodge, su Rue Bichat, quattro terroristi armati di AK-47, a bordo di una Seat Leon nera aprono il fuoco sulla folla, inneggiando alla Siria e all'Iraq e urlando "Allahu Akbar". Sul terreno restano centinaia di bossoli, 13 morti e 10 feriti gravi. Passano pochi minuti e alle 21:30 una seconda bomba esplode davanti al fast food Quick nei pressi dell'ingresso H dello Stade de France. Negli stessi momenti, nel centro di Parigi i terroristi a bordo della Seat nera continuano a seminare morte, aprendo il fuoco nei pressi del Cafe' Bonne Bie're e della pizzeria Casa Nostra, in Rue de la Fontaine au Roi, facendo altri 3 morti e 8 feriti. Una terza pioggia di fuoco si scatena pochi minuti dopo davanti al ristorante La Belle E'quipe, nei pressi di rue de Charonne, nell'XI arrondissement. I morti sono 20, 9 i feriti. Nel frattempo al Bataclan 1.500 persone stanno assistendo al concerto del gruppo rock statunitense Eagles of Death Metal. Tre terroristi vestiti di nero, armati di Ak-47, fucili a pompa, bombe a mano e cinture esplosive arrivano su Boulevard Voltaire, il grande viale dove si trova il teatro, a bordo di una Polo Volskwagen nera. La strage sta per avere inizio. I terroristi irrompono nel teatro urlando "Allahu Akbar" e sparando alla cieca mentre la band suona il brano "Kiss the Devil". Il panico e' generalizzato, la folla tenta di fuggire, una cinquantina di persone riesce a raggiungere il tetto, altri si rifugiano nei bagni o nei camerini, mentre i tre uomini sparano raffiche sugli spettatori per 20 interminabili minuti. Chi non puo' fuggire prova a nascondersi, gli attentatori iniziano a fucilare e uccidere numerosi ostaggi. Mentre il Bataclan viene trasformato in un inferno, la Seat nera continua il suo giro della morte. Un terrorista scende dall'auto e si fa esplodere nella caffetteria Comptoir Voltaire, a pochi metri dal teatro, facendo 15 feriti. I successivi 50 minuti sono surreali e folli. Centinaia di uomini delle forze dell'ordine e delle forze speciali francesi sono mobilitate per liberare gli ostaggi ancora chiusi nel teatro. I terroristi rifiutano di negoziare, uno di loro si fa esplodere all'arrivo dei corpi speciali che riescono a raggiungere la platea attraverso le scale della balconata del teatro. Il raid dura quasi un'ora, e finisce poco prima dell'una del mattino. Nella drammatica notte di Parigi restano sul terreno 130 persone, 89 delle quali nell'attacco al teatro. Il paese e il mondo sono sotto shock per il piu' sanguinoso attacco compiuto su suolo francese che il Paese ricordi dai tempi della II Guerra Mondiale. Oggi, due anni dopo quella tragica notte, il ricordo della strage non e' stato cancellato. Ma la musica, al Batalcan, e' tornata a suonare.

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