scenario preoccupante

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, Istat: 149 omicidi nel 2016

Scarpette rosse simbolo della lotta contro il femminicidio
Nel 2014 sei milioni e 788mila donne sono state vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita, l'11% e' stata vittima di molestia o violenza prima dei 16 anni. I dati sono stati resi noti dall'Istat in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne e delineano uno scenario preoccupante: sempre nel 2014 le vittime di stalking sono state 3 milioni 466 mila. Nel 2016 si sono registrati 149 omicidi di donne.
Chi e' stato ad ucciderle? Il partner in 59 casi, un familiare (33 casi), uno sconosciuto (21) un ex partner (17) non identificato (10) altro conoscente (9). Molto frequenti anche le molestie e i ricatti sessuali sul luogo di lavoro: nel 2015-2016 sono state un milione 404mila. Le donne vittime di violenze spendono anche denaro: in particolare nel 2014 il 16% ha acquistato farmaci, il 15% ha scelto di sottoporsi a cure psicologiche, il 12% ha pagato spese legali, il 5% ha subito danni alle proprieta'. "Per la prima volta il G7, le sette principali econmioe fra cui il nostro Paese, si e' occupato in una ministeriale delle pari opportunita' in modo specifico e, nell'ambito delle pari opportunita', anche della violenza sulle donne". Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, ospite a Uno Mattina. "Tra l'altro abbiamo chiesto all'avvocato Lucia Annibali di essere con noi anche per ascoltare dalle sue parole l'esperienza personale, si tratta di una storia di coraggio nel denunciare, nell'affrontare il processo, soprattutto e' stato un nuovo inizio per lei", ha aggiunto Boschi riferendosi alla donna sfregiata con l'acido dal compagno. "Una storia che puo' essere un esempio per tante altre ragazze, per tante altre donne, per trovare il coraggio di denunciare e anche per trovare il coraggio di cominciare una nuova strada", ha sottolineato il sottosegretario. "Ma abbiamo cercato anche di assumere degli impegni concreti e ci siamo resi conto che tanto altro c'e' ancora da fare, ma che il nostro Paese e' sicuramente piu' avanti nella difesa dei diritti delle donne e rispetto anche ad altri Paesi avanzati economicamente, per esempio noi abbiamo ratificato la convenzione di Istanbul, la pietra miliare per tutelare i diritti delle donne e sancire che la violenza e' una lesione, una violazione di un diritto delle donne, della propria dignita' e della propria liberta'".Oltre la convenzione di Istanbul, Boschi cita "il piano contro la violenza sulle donne: ieri abbiamo approvato in conferenza unificata, cioe' mettendo insieme lo Stato centrale con le regioni, con i comuni, con le province, quindi tutto lo Stato, il nuovo piano anti violenza per i prossimi tre anni, strategie concrete a 360 gradi, se vogliamo anche molto ambiziose, che non guardano soltanto alla repressione dei reati, alla tutela giudiziaria delle vittime, ma anche al percorso che una persona che subisce violenza o stalking inizia, e che vede la necessita' di avere un supporto, medico, psicologico, ma anche la possibilita' di ricominciare magari con una nuova casa, di ricominciare con un nuovo lavoro, di avere la possibilita', se ci sono dei figli, di tutelare i figli che a loro volta sono vittime di quella violenza assistita magari. Quindi un piano davvero a 360 gradi". Fondi importanti, "33 milioni, sono tanti di piu' rispetto al passato, dal governo Renzi al Governo Gentiloni ogni anno abbiamo incrementato le risorse destinate alla lotta contro la violenza sulle donne, quest'anno abbiamo stanziato oltre 23 milioni di euro, il prossimo anno saranno 33 milioni", ricorda Boschi sottolineando che "a questa cifra dobbiamo sommare quello che all'interno del bilancio del ministero dell'Interno, riguarda la polizia per la prevezione o che riguarda, nel bilancio del ministero dell'Istruzione, alcuni progetti nelle scuole. Quindi risorse che aumentano e che sono ingenti". A questo sforzo sono chiamate "anche le Regioni che a loro volta devono contribuire con dei fondi, ma credo ci sia la possibilita' di una programmazione triennale, che aiuta nella prevenzione ma anche nel percorso di reinserimento delle vittime. I centri antiviolenza e le case famiglia sono passate da 310 a 550". ma e' soprattutto l'aumento delle chiamate al 'numero rosa' a impressionare: "26 mila chiamate al 1522, il centro antiviolenza nazionale che esisteva gia' ed e' stato rifinanziato. Negli ultimi 10 mesi ci sono state oltre 26 mila chiamate, alcune in emergenza, quindi mentre una donna si sente minacciata o sta subendo una aggressione", rimarca Boschi. "In altri casi sono donne che trovano il coraggio di denunciare una situazione di difficolta', di violenza psicologica o fisica, anche in ambito famigliare, e non e' facile. Noi dobbiamo essere contenti da un certo punto di vista, e so che sembra provocatorio rispetto a numeri che aumentano, vorremmo che non ce ne fosse bisogno. Aumenta sicuramente la consapevolezza da parte delle donne, il coraggio di denunciare e forse anche, in qualche modo, la fiducia rispetto ad un insieme, stato e associazioni, che non lasciano sole le donne una volta che denunciano. C'e' maggiore consapevolezza, ma noi saremo soddisfatti solo nel momento in cui questi numeri saranno azzerati". Decisivo in questo lavoro il ruolo delle forze dell'ordine che "stanno facendo molto, insieme al dipartimento Pari Opportunita', abbiamo dei protocolli per la formazione del personale che abbiamo gia' siglato con polizia di stato, arma dei carabinieri, adesso il nuovo piano prevede di siglarli anche con la polizia municipale e poi con la polizia penitenziaria perche' chiaramente ha una grande responsabilita' nell'ambito del trattamento carcerario".

Categoria: