Pizza Unesco, 2 mln firme in 100 paesi e 7 anni per risultato

Napoli, 7 dic. - Il riconoscimento della pizza come patrimonio immateriale dell'umanita' da parte dell'Unesco conclude un lungo percorso che ha portato anche alla raccolta in 100 paesi al mondo di oltre 2 milioni di firme, piu' della meta' delle quali grazie alla mobilitazione di Coldiretti. Un percorso durato complessivamente sette anni prima della riunione del comitato intergovernativo nell'Isola di Jeju in Corea del Sud. E non a caso oggi si festeggia a Napoli quella decisione nei pressi della pizzeria Brandi, dove sono messi al lavoro gli artisti della pizza, dato che l'uomo che apri' quel forno a fine '800 era il cuoco Raffaele Esposito che a giugno 1889 fu convocato al palazzo reale di Capodimonte, residenza estiva della famiglia reale, perche' preparasse la regina Margherita le pizze amate dal popolo napoletano e poco note in casa Savoia. E proprio alla sovrana, Esposito dedico', secondo fonti storiche, una pizza con pomodoro, mozzarella e basilico, a rappresentare i colori della neonata Italia. Il processo per arrivare a un ennesimo riconoscimento mondiale per la pizza, blindando la sua italianita', e' iniziato nel marzo 2010 i', anche se la candidatura ufficiale e' stata presentata dalla Commissione Nazionale Italiana Unesco nel marzo 2015 una prima volta e poi di nuovo il 4 marzo 2016, quando il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco, riunitosi a Roma, ha deliberato all'unanimita' di ricandidare per l'anno 2017 nella Lista dei Patrimoni immateriali dell'Umanita' dell'Unesco "L'Arte tradizionale dei pizzaiuoli napoletani". Un risultato ottenuto anche grazie alla grande mobilitazione per Expo di Coldiretti, Fondazione UniVerde, e Associazione Pizzaiuoli Napoletani con il coinvolgimento delle delegazioni dei paesi partecipanti all'esposizione universale di Milano. Poi tra i momenti piu' significativi per arrivare al risultato c'e', sottolinea Coldiretti, l'entrata dell'Italia nel Guinness World Record con l'impresa della "Pizza piu' lunga del mondo" realizzata il 18 maggio 2016 a Napoli, giorno in cui 5 forni a legna appositamente progettati e costruiti per l'occasione, riuscirono a cuocere 1853,88 metri di pizza. L'arte dei pizzaiuoli napoletani e' l'ottavo "tesoro" italiano a essere iscritto nella Lista dell'Unesco, che conta in totale 365 elementi culturali di 108 Paesi. L'elenco tricolore comprende anche l'Opera dei pupi (iscritta nel 2008), il Canto a tenore (2008), la Dieta mediterranea (2010) l'Arte del violino a Cremona (2012), le macchine a spalla per la processione (2013) e la vite ad alberello di Pantelleria (2014) e la Falconeria, iniziativa cui l'Italia partecipa assieme ad altri 17 Paesi.

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