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"Ricchi e poveri", la disuguaglianza alimentare

 "Ricchi e poveri", la disuguaglianza alimentare
Un'Italia spaccata in due anche a tavola. La quinta puntata di Ricchi e Poveri, in onda domenica 10 dicembre alle 23.55 su Rai3, indaga sulla disuguaglianza alimentare: quella che incide sulla nostra salute e sulla nostra aspettativa di vita. Il reportage di Gad Lerner parte da Napoli, la capitale della dieta mediterranea, ritenuta la piu' sana ed equilibrata del mondo. Eppure in Campania si registra anche il record italiano di persone obese o in sovrappeso.
Un paradosso esemplare del rapporto tra redditi bassi e cattiva alimentazione. Lerner si addentra tra i vicoli dei Quartieri spagnoli di Napoli, visita le cucine di una delle piu' popolari pizzerie locali e al Policlinico Federico II, nelle sale del reparto di diabetologia e malattie del metabolismo, incontrera' il professor Gabriele Riccardi e lo chef Raffaele Cardillo che qui tiene lezioni alle famiglie su come scongiurare la nuova equivalenza tra poverta' e obesita'. A Milano SoliDando e' uno strumento innovativo per la spesa solidale realizzato da una rete sostenuta da volontari, donatori privati e aziende che offrono prodotti gratis: Lerner visita il nuovo supermercato che e' stato aperto nel cuore della citta', un emporio dove la spesa e' gratuita per le famiglie in difficolta' che possono accedervi attraverso l'uso di un'apposita tessera a scalare. Da quando gli chef sono le emergenti star mediatiche, il cibo appare come un lusso da rendere alla portata di tutti. A San Pietro all'Olmo, frazione di Cornaredo, andra' a trovare Davide Oldani, l'ex calciatore ora noto chef che ha mantenuto il suo ristorante in periferia. A Bologna Lerner intervistera' invece Tiziana Primori, la "mamma" del progetto FICO, la Fabbrica italiana contadina, "una Disneyland del cibo italiano": un parco enogastronomico di dieci ettari, 100 milioni di euro di investimento e l'obiettivo ambizioso di 6 milioni di visitatori l'anno. Cibo per tutti o business da ricchi? Dal mondo delle coop emiliane al leggendario sistema cooperativo trentino. Nella regione piu' benestante d'Italia, dove un abitante su due e' anche socio di cooperativa, il consorzio Sait, l'antico Consorzio delle Cooperative di Consumo Trentine, ha messo in cassa integrazione meta' dei 600 dipendenti. Per i trentini e' uno shock. Lerner ne parlera' con Renato Dalpalu', presidente del Sait. Per capire che cosa resti oggi dell'originario "spirito cooperativo" intervistera' Ettore Paris, direttore del mensile "Questo Trentino", e don Marcello Farina, considerato l'erede spirituale del fondatore delle Famiglie cooperative, don Lorenzo Guetti. In un'altra regione che ha fatto la storia delle cooperative, la Toscana, Lerner raccontera' infine la vicenda della Cooperativa Morelli: sede a Lucca, 350 soci, specializzata in appalti di pulizie e manutenzione, a seguito di un deficit di bilancio milionario ha chiesto a tutti i soci di saldare la quota associativa, pari a 8.250 euro ciascuno. Peccato che, come nel caso di Milena Ferrigno, intervistata da Lerner, molti di loro abbiano lavorato in cooperativa soltanto per pochi mesi e con stipendi mensili di 300/400 euro.

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