IL KILLER DI BUDRIO

In Spagna da settembre, Igor ora vuole l'estradizione in Italia

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Igor il russo scortato dagli agenti della Guardia Civil a Teruel
Primo interrogatorio di fronte ai giudici spagnoli per Norbert Feher, lo spietato assassino serbo cattuato nei giorni scorsi in Spagna dopo aver ammazzato altre tre persone. Si trovava nel Paese iberico da tre mesi. Durante l'interrogatorio ha parlato in italiano
La prima disposizione nei suoi confronti è un ordine di custodia cautelare in carcere, senza cauzione, emessa dal giudice della corte di Alcaniz per i tre omicidi commessi il 14 dicembre, quando in un casolare a El Pentorillo ha ucciso a colpi di pistola due agenti della Guardia Civil, Vctor Romero e Victor Jess Caballero e l'allevatore Jos Luis Iranzo, più altri due tentati il 5 dicembre, quando ha ferito in modo serio, sempre sparandogli, il proprietario di un'altra casa di campagna nelle vicinanze e un fabbro chiamato per aprire la serratura bloccata del capanno dove il latitante si stava nascondendo. Ieri l'uomo diventato famoso con il nome di 'Igor il russo' è stato immortalato dai fotografi fuori dal palazzo di giustizia del piccolo centro dell'Aragona, nella provincia di Teruel, scortato dalla Guardia Civil: maglietta nera a maniche corte nonostante l'aria fredda, jeans blu e barba incolta, il suo look. Dentro è stato interrogato prima in videoconferenza dal giudice Carmen Lamela dell'Audiencia Nacional di Madrid, competente per i mandati d'arresto europei come quello emesso nei confronti del killer di Budrio e Portomaggiore. Poi c'è stata la convalida da parte del giudice del tribunale locale, che ha secretato gli atti e disposto la detenzione in carcere. Nell'interrogatorio cui è stato sottoposto, Norbert Feher, alias Igor il russo, ha detto di essere in Spagna da settembre. Norbert Feher ha ammesso i fatti che gli sono contestati, dicendo di aver utilizzato 18 identità diverse in otto Paesi. Il killer ha risposto a molte domande del giudice e l'interrogatorio è durato oltre cinque ore e al termine gli atti sono stati secretati. Nel corso della convalida "Igor" ha anche riconosciuto l'identificazione come Norbert Feher, nato in Serbia nel 1981. Il giudice alla fine ha deciso di secretare gli atti sulle indagini per gli omicidi delle due guardie civili e di un allevatore, di cui Feher è accusato. Al termine l'indagato, che è stato assistito da un avvocato di ufficio e ha fatto dichiarazioni in italiano con l'aiuto di un interprete, è stato portato in carcere a Teruel. Sul posto ci sono anche gli ufficiali del Ros, con il tenente colonnello Marco Centola, comandante del reparto operativo dei carabinieri di Bologna, i quali si stanno coordinando con i colleghi iberici per l'analisi del materiale informatico trovato nello zaino di Igor. L'esame di cellulari, tablet e pc di Igor consentirà di avanzare nell'indagine sui suoi contatti, per identificare chi lo ha aiutato in questi mesi di latitanza. Sotto indagine ci sono già una decina di persone che lo avrebbero aiutato durante la sua fuga dall'Italia. Obiettivo capire come abbia viaggiato. Intanto emergono altri particolari sul suo arresto: il 36enne serbo è stato catturato vivo perché era svenuto dopo essere uscito di strada con il pick-up che aveva appena rubato. E' questa la ricostruzione ufficiale fornita dagli investigatori spagnoli ai carabinieri italiani sulla dinamica dell'arresto, avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 dicembre. Feher è stato catturato in Aragona, nel comune di Cantavieja alcune ore dopo aver ucciso a El Ventorillo un allevatore e due agenti della Guardia Civil che stavano indagando su alcune rapine commesse nei giorni precedenti. Quando si era trovato di fronte i due agenti e si è visto braccato, Igor ha fatto fuoco e ha ucciso, come era successo in Italia con la guardia ecologica volontaria Valerio Verri, di pattuglia l'8 aprile nelle valli del Mezzano (Ferrara). Se non fosse svenuto, sono convinti gli investigatori, avrebbe continuato a lottare con le armi: aveva con sé due pistole e altre due le aveva sottratte agli agenti.

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