Brexit

I britannici ci ripensano: ora vogliono restare in Europa

Il premier britannico Teresa May, 61 anni
L'ultimo sondaggio rivela che oltre la metà delgi abitanti del Regno Unito oggi, in caso di un nuovo referendum, voterebbe a favore della permanenza nell'Unione europea. I contrari sono il 41 per cento. Ma ormai il processo è avviato
I britannici sembrano far marcia indietro sulla Brexit. Il 51% degli elettori del Regno Unito si dice ora contrario all'addio all'Ue contro il 41% che voterebbe di nuovo per il divorzio: il distacco di 10 punti è il più grande mai registrato dal referendum del 23 giugno 2016. È quanto emerge da un sondaggio esclusivo commissionato dal quotidiano britannico The Independent alla società demoscopica BMG Research. Il dato arriva proprio mentre Theresa May lancia un'offensiva mediatica sui domenicali più vicini al suo partito conservatore, Sunday Telegraph e Sunday Express, affermando che il suo governo non si fermerà nella Brexit e che porterà a termine un «accordo ambizioso» con Bruxelles. L'intervento della premier giunge dopo la cocente sconfitta ai Comuni su un emendamento alla Withdrawal Bill, la legge quadro sul divorzio dall'Ue, in seguito a una ribellione di 12 deputati Tory. La prossima settimana rischia una nuova rivolta contro l'inserimento nel testo di legge della data di addio all'Unione, il 29 marzo 2019. E in questo contesto interviene critico il ministro degli Esteri Boris Johnson, che sottolinea come la Gran Bretagna non debba diventare uno «stato vassallo» dell'Unione. Il capo del Foreign Office, noto per le sue posizioni euroscettiche, afferma in una intervista sul Sunday Times che dopo il divorzio il Regno dovrà avere piena libertà di introdurre sue leggi e regolamenti e di non essere quindi vincolato dall'intesa futura con Bruxelles.

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