Il monito del presidente

Tensioni su fascismo e migranti, Mattarella striglia tutti i politici

ll presidente della Repubblica Sergio Mattarella

In occasione della Giornata del Ricordo, che si celebra domani, il capo dello Stato ricorda che "le stragi, le violenze, le sofferenze patite dagli esuli giuliani, istriani, fiumani e dalmati non possono essere dimenticate, sminuite o rimosse. Esse fanno parte, a pieno titolo, della storia nazionale e ne rappresentano un capitolo incancellabile, che ci ammonisce sui gravissimi rischi del nazionalismo estremo, dell'odio etnico, della violenza ideologica eretta a sistema"

"Le stragi, le violenze, le sofferenze patite dagli esuli giuliani, istriani, fiumani e dalmati non possono essere dimenticate, sminuite o rimosse. Esse fanno parte, a pieno titolo, della storia nazionale e ne rappresentano un capitolo incancellabile, che ci ammonisce sui gravissimi rischi del nazionalismo estremo, dell'odio etnico, della violenza ideologica eretta a sistema". E' il monito lanciato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del Giorno del Ricordo che si celebra ogni il 10 febbraio.
Ma il pericolo di rigurgiti fascisti e il problema dell'immigrazione, anche alla luce di quanto accaduto a Macerata e delle tensioni in piazza, continuano a dividere gli schieramenti politici, con Silvio Berlusconi che rigetta l'accusa di razzismo, ma mette in guardia dal pericolo che "la tensione salga se non si interviene" e derubrica le posizioni dell'alleato Matteo Salvini sull'islam a uscite "pirotecniche" per guadagnare voti in campagna elettorale. Leu, con Pietro Grasso, parla di "terrorismo puro" in merito alla sparatoria contro i 6 migranti, al contrario del segretario dem che definisce quello commesso da Traini un atto di "neonazismo" ma non di "terrorismo" e giudica "inqualificabili e squallide" le parole di Salvini. Su una cosa, pero', i leader sono d'accordo: nessun governo di larghe intese. Semmai, afferma il Cavaliere, resti Gentiloni e si provi a cambiare la legge elettorale, anche se sara' difficile, per poi tornare al voto. "Se non facciamo nulla le tensioni sono destinate a salire", avverte il leader di Forza Italia ospite di Radio Capital. "Se gli italiani non si sentono sicuri e sono esasperati e' colpa delle politiche dei governi di sinistra e il ministro Orlando ne e' uno dei responsabili". Per Berlusconi, infatti, "la sinistra non capisce che i rigurgiti di fascismo, per fortuna ancora limitati, nascono da questo, non sono preoccupato ma ci la tensione salira' se i cittadini non si sentono sicuri". Quanto al tema immigrazione, Berlusconi si difende dall'accusa di razzismo: "Non credo proprio si possa attribuire a me un atteggiamento razzista, "il razzismo fortunatamente in Italia non esiste ma potrebbe esserci se rinunciassimo a contrastare gli immigrati clandestini". Torna sulla vicenda di Macerata e sulle tensioni tra difesa dei valori antifascisti e rigurgiti di neofascismo il leader di Leu, che non ha dubbi: "L'aggressione di Macerata e' terrorismo puro perche' incute terrore", afferma a Radio anch'io, e aggiunge: "L'antifascismo e' un valore fondativo della Repubblica italiana e la Costituzione e' nata dall'antifascismo. Sull'immigrazione non va cavalcata la paura, bisogna razionalizzare e riflettere" e "penso che negare la manifestazione antifascista crei piu' tensioni. Di tutt'altro avviso Renzi che spiega: "Non parlo di terrorismo, come non ho parlato di guerra dopo il Bataclan non parlo di terrorismo oggi. C'e' un fatto di cronaca terribile causato dall'ideologia neonazista. Va perseguito il colpevole e combattuta una battaglia per sconfiggere questa cultura di morte". Il leadeer dem non accetta l'accusa di sottovalutazione dei pericoli: "E' falso dire che il Pd sottovaluta, ma siamo responsabili. E non ha senso alzare le tensioni per lucrare mezzo punto di consenso nei sondaggi".
Proprio sull'atteggiamento di Salvini e' intervenuto Berlusconi: "Salvini ogni tanto e' un po' pirotecnico", per poi bocciare due proposte del leader leghista, la chiusura delle moschee in quanto l'islam e' contro al Costituzione e il ritorno della leva militare obbligatoria. Anche Grasso chiude nettamente alle proposte di Salvini: "Nel nostro Paese non possono esserci distinzioni sulle religioni, ognuno deve poter esercitare il proprio culto e non farlo in maniera nascosta".
Le divisioni si attenuano quando si parla del dopo-voto, qualora dalle urne non esca una maggioranza certa: per Berlusconi "naturalmente spetta al Capo dello Stato decidere cosa fare", ma se non ci sara' una maggioranza certa dopo le elezioni e non si dovesse tornare subito a nuove elezioni "non avremmo altra scelta che mandare avanti questo governo, magari modificando la legge elettorale e facendone una migliore, anche se non so se ci sarebbe una maggioranza in Parlamento per cambiare la legge elettorale". E poiche' "assolutamente non esiste l'ipotesi di accordi con il Pd", il Cavaliere ritene inutile, "una liturgia che rischia di essere dannosa" la manifestazione 'anti inciucio' promossa da FdI. Anche Renzi esclude le larghe intese: "No, non vedo praticabile la strada delle larghe intese con questa destra, ne' con questi grillini: noi non facciamo accordi con gli estremisti". Per il pentastellato Alessandro Di Battista "l'idea che il prossimo Parlamento, dopo anni in cui si e' occupato di legge elettorale, torni a occuparsi di questo a me francamente viene da vomitare come cittadino italiano", ha detto in merito all'ipotesi di un governo di scopo per modificare il Rosatellum.

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