FENOMENI

Da piccolo volevo fare il poliziotto

Luca Zingaretti

Torna in Tv la fiction del Commissario Montalbano e fa il record di ascolti: oltre 11 milioni di italiani hanno seguito le avventure del poliziotto nato dalla penna di Andrea Camilleri e con il volto dell'attore Luca Zingaretti. Che rivela: "Montalbano è un uomo di sani valori che ricordano un tempo passato. In tutti questi anni, oltre all'affetto del pubblico, ho sentito anche quello della Polizia di Stato, istituzione a me cara da sempre: non a caso da bambino ho sempre avuto il desiderio di indossare la divisa". In anteprima la trama del secondo episodio, in onda il 19 febbraio

Straordinario risultato per la nuova inchiesta del Commissario Montalbano. La fiction trasmessa su Rai1 ieri ha realizzato 11 milioni 386 mila spettatori con il 45.1 di share. "Montalbano è un personaggio meraviglioso, un uomo di sani valori che ricordano un tempo passato e che non possono non creare una certa nostalgia. In tutti questi anni, oltre all'affetto del pubblico, ho sentito anche quello della Polizia di Stato. Istituzione a me cara da sempre, non a caso da piccolo volevo fare il poliziotto", ha detto Luca Zingaretti durante la presentazione. "Mi piace pensare che il commissario Montalbano possa essere un tributo a chi veramente questo mestiere lo fa e sappiamo tutti che richiede tante privazioni e più di ogni altro una grande vocazione".
Dal 1999, anno di messa in onda del primo episodio - "Il ladro di merendine" -, il personaggio inventato dalla magica penna di Andrea Camilleri e interpretato da Luca Zingaretti e' diventato amico imprescindibile del pubblico di Rai1, conquistando ad ogni film nuovi spettatori e consensi unanimi. Con questi due nuovi episodi (il primo andato appunto in onda ieri, il secondo lunedì prossimo) la piu' fortunata, premiata e acclamata tv movie collection arriva a 32 film complessivi. Il successo delle storie del commissario di Vigata, oltre alle prime visioni sempre vincitrici della serata, ha raggiunto nelle ultime serie punte di ascolto di ben oltre i 10 milioni di spettatori e il 40% di share, e si è consolidato negli anni anche grazie alle repliche che hanno allietato le serate degli italiani con oltre 140 emissioni in prima serata, continuando ad ottenere ascolti record anche al sesto o settimo passaggio televisivo.
Ma il successo de Il Commissario Montalbano non si ferma all'Italia: infatti è stata la prima serie italiana venduta all'estero e negli anni è stata trasmessa in oltre 60 Paesi tra Europa e resto del mondo ottenendo un ottimo successo di pubblico anche in nazioni molto diverse per audience come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. Montalbano e' andato in onda in tutti i continenti dall'Asia al Sudamerica passando anche per l'Iran, facendo conoscere a tutto il mondo una vera e propria eccellenza audiovisiva italiana.
Nel primo tv movie, "La giostra degli scambi", tratto dall'omonimo romanzo edito da Sellerio, si è visto Montalbano e i suoi collaboratori chiamati a indagare su due strane vicende di cronaca nera apparentemente non collegate e molto distanti l'una dall'altra per modus operandi e movente. Nel secondo, con "Amore" tratto dai racconti di Camilleri e dalle raccolte "Un mese con Montalbano" (Sellerio Editore) e da "Gli arancini di Montalbano" (Mondadori), s'indaga sulla misteriosa scomparsa di Michela, una bellissima ragazza dal passato travagliato e dal presente piu' che mai sfuggente. La sua storia riporta Montalbano a riflettere sull'amore, un sentimento conosciuto ma anche fortemente tenuto a bada dal commissario. L'impegno per fare chiarezza sulla vicenda di Michela servira' al commissario a riscoprire tutte le sfumature di un sentimento, quello per la sua Livia, che a volte avverte di aver erroneamente dato per scontato.
Nel cast dei due tv movie - arricchiti da una nuova colonna sonora - ci sono come sempre Cesare Bocci (Mimi' Augello), Peppino Mazzotta (Fazio), Angelo Russo (Catarella), con la partecipazione di Sonia Bergamasco nel ruolo di Livia.
Nelle note di regia e' sottolineato che Camilleri ha saputo raccontare le mille anime dell'amore. Dal frenetico impulso degli innamoramenti giovanili alla quiete dell'amore coniugale, fino agli amori senili dove il desiderio si trasforma nella tenerezza. E nei nuovi episodi il maggiore indiziato e' ancora una volta l'amore.
Nel primo film lo spettatore ha assistito a una serie di strani indizi in un paesaggio stralunato. Il commissario Montalbano e' trascinato dalla pantomima di una serie di vicende al limite del grottesco, non riesce a decifrare i segnali e, per la prima volta, sembra sul punto di arrendersi. La scomparsa dei due giovani amanti Marcello e Silvana è come il sasso in uno stagno: increspa per un attimo la superficie, poi tutto si placa. Si è assistito ad una serie di episodi che sembrano non avere alcuna relazione tra loro. Solo il caso ha consegnato a Montalbano un ultimo tassello che ha riportato rapidamente alla soluzione. Al regista il compito, in questo film, di muoversi nel grottesco fino alla scena finale, quando è entrato con lo spettatore nella camera della morte. Ha lasciato il commissario solo nella gelida aria di morte a immaginare il piu' assurdo dei delitti. Mai come in questa storia si è assistito alla contrapposizione tra vecchi e giovani, ed ancora una volta l'amore ha fatto da linea di demarcazione tra i due schieramenti.
Nella seconda storia un'altra lettura del sentimento: la gelosia. Quella cieca degli amori passati che non possono essere cancellati dalla memoria. E l'infinita tenerezza di amori perenni che non vogliono finire. Conosciamo due vecchi attori di teatro che sono tornati a Vigata per finire insieme i loro giorni. Montalbano li scopre una notte, mentre si preparano all'ultimo viaggio, provando la scena come in una commedia dell'assurdo. Entriamo nella vita di Saverio Moscato, che avvelena il suo amore per la povera Michela Prestia, per la folle pretesa di cancellare il passato. Persino Montalbano, in questo film, cade nella trappola. Accecato dalla gelosia costringe Catarella a macchiarsi di una improbabile indagine. Navigando goffamente sulle pagine di un social network il commissario crede di scoprire il ritorno di fiamma di un amore giovanile di Livia.
A sciogliere i nodi delle vicende sono gli esiti finali, imprevisti e sorprendenti insieme. E ancora una volta Camilleri ci consegna un finale aperto. Porta i suoi personaggi al compimento degli amori, a volte tragici, a volte comici, a volte teneri e consolatorii. Nei due tv movie anche le nuove canzoni di Olivia Sellerio - "Tornu dissi amuri" e "Nuddu e' di nuddu (e nuddu m'avi"), due brani originali per due nuovi episodi, e diventano cosi' dieci le canzoni composte dalla cantante siciliana per il commissario di Vigata. Quelle proposte ora affrontano il distacco dagli angoli opposti della rassegnazione e la ribellione, ma con lo stesso carico di rimpianto.
Nel primo, composto per l'episodio "Amore", Olivia ha cantato la pena del dividersi, del separarsi l'uno dall'altro, dell'andare e del restare, dell'ultimo congedo: un canto di spartenza in chiave contemporanea. Nel secondo, ne "La giostra degli scambi", l'interprete palermitana canterà e racconterà, tra rabbia e melanconia, la liberazione da una schiavitu' sentimentale che confonde l'amore col possesso, perche', dice, "nessuno possiede nessuno, ne' gli appartiene, dovrebbe trattarsi soltanto di un prestito, un reciproco prestito, fin quando meritato". Due nuovi tasselli nel mosaico dell'artista palermitana da anni impegnata nel rinnovare la tradizione musicale della sua terra con contaminazioni inattese: nel suo repertorio interpretazioni di riconoscibile impronta jazz e sonorita' di Sicilia, vocalita' mediterranee e africane, latinoamericane e neolatine, si fondono in un incontro inedito, in un lavoro di ricerca e sintesi che coniuga linguaggi e generi musicali di mondi diversi al melos siciliano.

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