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E' morto Milos Forman, regista di "Amadeus" e "Qualcuno volò sul nido del cuculo"

di Aurora Edoardi
Lutto nel mondo del cinema. Si è spento a 86 anni il grande regista cecoslovacco Milos Forman, dietro la macchina da presa di capolavori come "Amadeus", Hair", e soprattutto "Qualcuno volò sul nido del cuculo"
Il cineasta ceco aveva 86 anni, è morto nella sua casa a Warren, negli Stati Uniti
Dopo una breve malattia se n'è andato Milos Forman. Ad annunciarlo è stata la moglie

Se aveste vissuto come ho fatto io diversi anni sotto il totalitarismo nazista, e poi vent'anni sotto il totalitarismo comunista, vi sareste certamente resi conto di quanto preziosa sia libertà e di quanto sia facile perderla”.

Aveva avuto una vita tutt’altro che facile, e aveva ben presente il grande valore dell’essere libero. E libero se ne è andato, senza far rumore, proprio come aveva sempre vissuto. E’ morto, dopo una breve malattia, il regista e sceneggiatore cecoslovacco Milos Forman, a 86 anni. A darne comunicazione è stata la moglie: “ Se ne è andato silenziosamente, circondato dalla sua famiglia e dai suoi affetti più stretti”.

Col suo cinema (una filmografia non immensa ma fatta di titoli di qualità) ha saputo influenzare tantissimi suoi successori, esponenti del cinema di tutto il mondo, ma soprattutto è riuscito a entrare nel cuore di milioni di spettatori, con capolavori indimenticabili come Qualcuno volò sul nido del cuculo, Amadeus, Larry Flynt – Oltre lo scandalo, Man on the Moon.

Nato in Cecoslovacchia nel 1932, Forman ebbe un’infanzia decisamente drammatica e movimentata: orfano di entrambi i genitori a soli 12 anni (il padre arrestato dalla Gestapo morì nel campo di concentramento di Buchenwald, la madre invece fu uccisa ad Auschwitz), fu affidato agli zii. Finita la guerra, scoprì di essere nato da una relazione tra sua madre e un architetto cecoslovacco.

Sempre in Cecoslovacchia iniziò i suoi studi di cinematografia e da subito si distinse con il film Gli amori di una bionda del 1965, tanto che riuscì a guadagnarsi una candidatura agli Oscar nella categoria miglior film in lingua straniera.

Tre anni dopo volò a Hollywood, e da lì partì la sua ascesa all’Olimpo del cinema mondiale. Qualcuno volò sul nido del cuculo gli fece vincere cinque Oscar su nove candidature totali: miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura, miglior interpretazione maschile (al grandissimo Jack Nicholson), e miglior interpretazione femminile (Louise Fletcher).

Simile successo lo ottenne nove anni dopo con il kolossal sulla vita di Mozart, Amadeus. Era il 1984 e il film vinse ben 8 premi Oscar, tra cui miglior film, miglior regia, e miglior interpretazione maschile a Murray Abraham (che interpretava Salieri).

Potente, emozionante, capace di colpire al cuore lo spettatore, spettacolare ma minimal nella realizzazione. Il cinema di Milos Forman era così, e lui seppe regalarci altri capolavori come il musical pacifista Hair del 1979, il biopic sulla vita del fondatore di Hustler Magazine, Larry Flynt oltre lo scandalo del 1996, la visionaria biografia del comico statunitense Andy Kaufman in Man on the moon bel 1999, e poi L’ultimo inquisitore del 2006, ispirato alla figura del pittore Francisco Goya.

Penso che tutti in qualche modo abbiano sognato di fare un film a Hollywooddisse in un’intervista alcuni anni fa. Ebbene, lui lo fece per fortuna. E noi spettatori non possiamo che ringraziarlo, oggi più che mai.