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  • BUONGIORNO ITALIA! L’infelicità è più pesante della terra, nessuno sa lasciarla.Lao Tsu

Pranzo di Pasqua: meno agnello e più uova

di Elena Bianco
Sulle tavole di Pasqua crescono i consumi di uova fresche e calano quelli di agnello. Federconsumatori monitora come ogni anno l'andamento dei prezzi dei prodotti da ricorrenza, da cui emerge un nuovo elemento, il fai da te
Agnello

Il pranzo di Pasqua rimane anche quest’anno motivo di discussione, soprattutto per quanto riguarda il secondo tradizionale, l’agnello. A tale proposito il Consorzio di tutela dell'agnello di Sardegna Igp (Contas), lancia un allarme: la metà degli agnelli in vendita in questi giorni è di provenienza estera, quindi da filiera meno controllata e garantita; bisogna leggere attentamente l'etichetta. D’altra parte la disponibilità di prodotto italiano nel periodo pasquale ammonta a 410 mila capi, contro una domanda di 800 mila. Una possibile soluzione? Scegliere per il giorno di Pasqua piatti alternativi rimandando il secondo a base di agnello a periodi meno “caldi” quando il prodotto ha una richiesta normale e una provenienza sicura; cosa che lentamente gli italiani iniziano a fare tanto che nel 2018 l’agnello sta facendo segnare a Pasqua un -2%.

Le uova - Di certo le famiglie italiane non mancano di fantasia in cucina né il Bel Paese di ricette tradizionali. Lo dimostra, ad esempio, la stima di Coldiretti sulle uova “ruspanti”: a Pasqua ne saranno consumate 400 milioni, per una spesa di circa 120 milioni di Euro, con preferenza per quelle da galline allevate a terra e bio. I piatti pasquali regionali dove utilizzarle sono veramente tanti: “vovi e sparasi” in Veneto, torta pasqualina in Liguria, la pastiera in Campania e la scarcedda in Basilicata. 
Non per niente l’uovo è simbolo di rinascita e buon augurio in Occidente dal 1176, quando re Luigi VII rientrò a Parigi dopo la II crociata e per festeggiarlo il capo dell'Abbazia di St. Germain des Pres gli donò metà dei prodotti delle sue terre, incluse un gran numero di uova, che furono poi dipinte e distribuite al popolo.

I prezzi - Un ottimo modo per combattere un rincaro dei prezzi a Pasqua, che, secondo Federconsumatori sarà del +1,6% sarà il “fai da te”. Si prevede che l'arte di arrangiarsi coinvolgerà  anche il comparto delle uova di coccolato: infatti una nuova voce si aggiunge quest’anno fra i prodotti pasquali a quelle già monitorate da Federconsumatori: gli stampi per realizzare uova casalinghe che saranno fatte da tanti cioccolatieri amatoriali che si cimenteranno in questa impresa.

Le colombe - Restano quasi sempre appannaggio dei “professionisti” le Colombe (da quest’anno monitorate anche quelle senza glutine che attualmente costano il doppio delle altre) che sono in commercio, da quelle industriali a quelle di pasticceria, con una grande varietà di prezzi. Come sovente accade, anche in questo caso non sempre l’abito fa il monaco e, oltre a una confezione accattivante, bisogna guardare il peso e soprattutto l’elenco degli ingredienti e le metodologie produttive.  «Lievitazione lenta,  ingredienti di prima qualità, quali burro, fior di farina, zucchero e sale italiano, uova fresche», sono le indicazioni di Dario Loison, terza generazione di una famiglia che da oltre 75 anni fa dolci da ricorrenza. Quindi prima leggere attentamente l’etichetta, poi via libera al gusto personale, per scegliere fra colombe tradizionali, al cioccolato, alla crema, alla frutta, a tutto quello che la gola suggerisce.