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Val d'Agri, nessuna contaminazione delle acque

Val d'Agri, nessuna contaminazione delle acque
"La priorità di Eni e delle istituzioni - ha rimarcato Rizzi - era ed e' quella della salvaguardia dell'ambiente. E' stato fatto tutto quanto prescritto e anche di piu' per contenere la perdita all'interno dell'area industriale".
Nessuna contaminazione delle falde acquifere dalle quali proviene l'acqua a uso civile e nessuna contaminazione da composti organici aromatici oltre la fine della linea di drenaggio. Eni ha svolto le operazioni di messa in sicurezza di emergenza a seguito della fuoriuscita di greggio da uno dei quattro serbatoi del Cova avendo come priorità il contenimento degli idrocarburi sversati all'interno dell'area industriale di Viggiano. Completate anche tutte le attività tecniche di verifica degli impianti, come prescritto dall'ordinanza della Regione Basilicata. Il punto, sullo stato delle attività e' stato fatto da Walter Rizzi, responsabile coordinamento progetti Val d'Agri e Francesca Zarri, responsabile distretto meridionale Eni. "La priorità di Eni e delle istituzioni - ha rimarcato Rizzi - era ed e' quella della salvaguardia dell'ambiente. E' stato fatto tutto quanto prescritto e anche di piu' per contenere la perdita all'interno dell'area industriale". Dal blocco degli impianti, avvenuto il 18 aprile scorso, Eni ha recuperato 300 delle 400 tonnellate di greggio fuoriuscite da sette micro fori (il piu' grande di 24 millimetri) del serbatoio D. Nei prossimi mesi le operazioni di 'emungimento' continueranno per poi passare alla bonifica del terreno. La fuoriuscita ha interessato una striscia di circa seimila metri quadrati all'interno dell'area industriale, una superficie pari a circa la meta' di un campo da calcio, cui si aggiungono altri 20mila metri quadrati dentro il Centro Olio di Eni. Nel mese di maggio e' stato completato il doppio fondo sul serbatoio D mentre il doppio fondo del serbatoio A sara' ultimato entro il mese di luglio. I dirigenti Eni hanno evidenziato che l'evento non e' stato ne' sottovalutato ne' sotto stimato. "Con la massima trasparenza - ha aggiunto l'ingegner Rizzi - abbiamo pubblicato gli interventi e i dati disponibili. Sono state messe in campo tutte le procedure e le attività piu' efficaci per circoscrivere l'incidente e, secondo le rilevazioni, il risultato e' stato ottenuto". Tutti i documenti sulle verifiche tecniche e sugli interventi di messa in sicurezza effettuati dall'Eni nell'area industriale di Viggiano sono stati inviati alle Autorità competenti. La compagnia energetica ha ultimato i lavori prescritti dalla Regione Basilicata a seguito della fuoriuscita di greggio dai uno dei quattro serbatoi di stoccaggio. Da aprile scorso, l'Eni ha effettuato 1.400 controlli sulle linee che trasportano olio, realizzato il doppiofondo al serbatoio D, ispezionato e collaudato 12 mila metri di linee interrate. Il voluminoso carteggio e' ora all'attenzione dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e dell'Arpab che dovranno dare il via libera alla Regione per la delibera di riavvio delle attività del Centro olio. "Ci auguriamo che questo avvenga il prima possibile - ha sottolineato Walter Rizzi, responsabile del coordinamento progetti Val d'Agri, e restiamo a disposizione per qualsiasi ulteriore verifica e approfondimento. Al primo posto abbiamo sempre messo l'ambiente, la sicurezza della popolazione e il rispetto delle norme".

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