Metodo Stamina

Ciao Sofia, ma noi non smettiamo di lottare

Guido De Barros e Caterina Ceccuti
Guido De Barros, architetto, e la moglie Caterina Ceccuti, giornalista e scrittrice.
"Si è fatta confusione con il metodo Stamina e le infusioni di staminali. Erano e sono due cose diverse. Il primo, quello di Vannoni, millantava la rigenerazione dei neuroni, e dunque era una truffa. Ma l'uso di staminali ha in questi casi effetti benefici. Non guarisce, ma allevia le sofferenze". Sono queste le dure parole dei genitori della piccola Sofia, simbolo della battaglia per lʼaccesso al tanto discusso protocollo, deceduta nei giorni scorsi. Che però, con la loro onlus, ora si schierano accanto agli altri piccoli affetti da malattie rare
"Noi, insieme a Sofia, continueremo a batterci per aiutare le decine di migliaia di bambini affetti da patologie neurologiche rare e le loro famiglie a non essere più invisibili". E' questo il messaggio che Guido De Barros, architetto di 43 anni, e la moglie Caterina Ceccuti, giornalista e scrittrice, genitori della piccola Sofia, deceduta lo scorso sabato dopo anni di lotta contro una gravissima malattia, la leucodistrofia metacromatica, e divenuta, suo malgrado, uno dei simboli del controverso metodo Vannoni, affidano ora dalle colonne del Corriere della sera. "Sapevamo che le staminali non avrebbero rigenerato i neuroni di Sofia come millantava Vannoni, perché non esiste nessun laboratorio al mondo in grado di sostituire cellule neuronali malate con cellule sane. Nostra figlia non sarebbe guarita, ma da quelle infusioni avrebbe continuato a trarre benefici", proseguono nell'intervista. "Siamo stati ghettizzati dalla medicina ufficiale", dicono ancora i coniugi De Barros. E puntano il dito: "Nessun medico è venuto a controllare i progressi di nostra figlia e soprattutto si è fatto confusione con il metodo Stamina e le infusioni di staminali. Erano e sono due cose diverse. Il primo, quello di Vannoni, millantava la rigenerazione dei neuroni, e dunque era una truffa. Ma l'uso di staminali ha in questi casi effetti benefici. Non guarisce, ma allevia le sofferenze". La onlus creata dai genitori, la "Voa Voa! Amici di Sofia", crede nella ricerca scientifica e, tra le molte iniziative già programmate, ha finanziato con 16mila euro un progetto di ricerca dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze con l'obiettivo di mettere a punto un test per la diagnosi precoce della patologia della loro figlia attraverso lo screening neonatale, perché per anni "abbiamo cercato una speranza nelle staminali, ma non c'è niente per questi bambini". I funerali saranno celebrati il 4 gennaio alle 11 nella basilica di San Miniato al Monte a Firenze.

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