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Legambiente-NaturaSì, sacchetti bio: al loro posto i riutilizzabili

di Alessandro Ragazzo
Continua la lotta per ridurre la plastica usa e getta e, per la prima volta in Italia, saranno distribuiti 100 mila sacchetti riutilizzabili per l’ortofrutta. Costano meno di 2 euro e solo lavabili.
Legambiente-NaturaSì, sacchetti bio: al loro posto i riutilizzabili

Dare ai consumatori un’alternativa pienamente rispettosa dell’ambiente ai bioshopper utilizzati per i prodotti ortofrutticoli. È questa la proposta di Legambiente e NaturaSì, insieme per una nuova iniziativa che si è svolta a Roma con lo scopo di ribadire l’importanza della riduzione della plastica usa e getta. Un modo, inoltre, per aumentare, alla vigilia della Giornata mondiale dell’Ambiente dedicata quest’anno alla lotta contro la plastica monouso, la responsabilità e la consapevolezza dei cittadini. L’iniziativa, la prima in assoluto sul territorio nazionale, prevede la distribuzione di 100 mila sacchetti riutilizzabili per l’ortofrutta nei negozi del gruppo EcorNaturaSì.

I sacchetti riutilizzabili, adatti al contatto con gli alimenti, pesano otto grammi, quanti quelli monouso biocompostabili; sono di poliestere, lavabili, traspiranti e costano 1,85 euro l’uno. Si tratta di un progetto ambizioso che parte nei negozi specializzati del biologico NaturaSì e Cuorebio, ma che vuole diventare esempio per tutta la grande distribuzione italiana.

«Il biologico e il biodinamico hanno da sempre nella loro missione la cura della salute della Terra e delle persone. Per far questo non è sufficiente produrre un prodotto sano, ma è necessario intraprendere tutte quelle pratiche che hanno il minor impatto ambientale possibile» dice Fabio Brescacin, presidente di EcorNaturaSì, nel corso dell’evento. Il tema imballaggi a questo proposito diventa cruciale. Nei nostri negozi abbiamo iniziato con i sacchetti riciclabili e compostabili molti anni fa ma reputiamo che, se la possibilità di riciclo è un buon punto, ancora migliore e a minor impatto ambientale è il riutilizzo dell’imballaggio. Perciò introduciamo questi sacchetti che sono un minimo, ma a nostro avviso significativo, contributo, anche culturale, per ridurre il pesantissimo impatto ambientale. E in futuro abbiamo in programma di affiancare a questi sacchetti anche quelli in cotone riutilizzabili».

In vista della nuova direttiva europea contro l’inquinamento da plastica, l’iniziativa ha lo scopo di andare oltre le polemiche legate ai sacchetti biocompostabili a pagamento per contenere ortofrutta, polemiche che hanno finito con il generare – non si sa quanto indirettamente – una caduta del volume di vendite dello sfuso e un’impennata, per contro, degli acquisti di ortofrutta fresca confezionata. L’Italia è il settimo Paese produttore di rifiuti plastici in Europa, secondo gli ultimi dati Eurostat, e negli ultimi sedici anni la produzione pro capite è aumentata leggermente passando da 34.19 chili a 35,05 all’anno. Secondo l’ultimo rapporto Beach Litter di Legambiente, solo sulle spiagge italiane il 31% dei rifiuti censiti riguarda materiale gettato immediatamente o poco dopo il suo utilizzo. Si tratta di imballaggi di alimenti, carte dei dolciumi, bastoncini per la pulizia delle orecchie, assorbenti igienici, barattoli, mozziconi di sigaretta. I rifiuti plastici usa e getta sono stati rinvenuti sul 95% delle spiagge monitorate, a conferma della gravità del problema.

«Grazie all’uso delle sportine riutilizzabili, i sacchetti per la spesa usa e getta in Italia si sono ridotti del 55% negli ultimi cinque anni – sottolinea Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – lo stesso lo dobbiamo fare per i sacchetti per l’ortofrutta nei supermercati, grazie alla diffusione delle retine riutilizzabili». L’iniziativa «va proprio in questa direzione, nonostante l’incomprensibile latitanza del ministero della Salute al quale da sei mesi chiediamo di prendere una posizione ufficiale, sollecitando tutta la grande distribuzione a garantire ai cittadini un'alternativa riutilizzabile alle buste compostabili monouso. Grazie alle retine riutilizzabili per l'ortofrutta, e dopo le norme che hanno bandito le buste usa e getta di plastica tradizionale, i cotton fioc non compostabili e le microplastiche nei prodotti cosmetici, oggi l’Italia fa un nuovo passo in avanti – conclude il presidente Legambiente – per praticare concretamente la strategia europea per la lotta all’inquinamento da plastica».

I sacchetti oggi e domani sono distribuiti gratuitamente nei negozi NaturaSì a fronte di una spesa di 50 euro. Naturalmente, chi sceglierà i sacchetti riutilizzabili non sarà costretto a pagare i pochi centesimi previsti dalla legge a carico dei consumatori per i sacchetti di plastica compostabili. A realizzarli è una cooperativa sociale di Verona, la Quid Onlus.