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  • BUONGIORNO ITALIA! Se parli con un uomo in una lingua a lui comprensibile, arriverai alla sua testa. Se gli parli nella sua lingua, arriverai al suo cuoreNelson Mandela

Il tenente Vittorio che dopo la grande guerra ci regalò due vittorie mondiali

Cento anni fa, nonostante le strategie scellerate e visioni ottuse di generali come Cadorna l'Italia vinse la prima guerra mondiale. Un secolo fa Tenente degli Alpini era Vittorio Pozzo che porterà poi l'Italia a vincere due mondiali di calcio
Pozzo
Vittorio Pozzo con una delle Coppe Rimet vinte (storiedicalcio.altervista.org)

Evidentemente gli anni con l'otto finale gli hanno sempre portato bene. Cento anni fa anche lui trionfava con l'Italia e con gli italiani dopo un conflitto sanguinario vinto nonostante gli errori, le porcate e le strategie scellerate che portarono alla morte di persone incolpevoli, messe in atto dagli alti ufficiali, vedi Luigi Cadorna, che la storia giustamente oggi sta affossando e colpevolizzando. Vittorio Pozzo, torinese, giornalista e unico ct della nazionale azzurra di calcio a vincere due mondiali ed un oro olimpico a Berlino (1936) era tenente del 3° Reggimento Alpini ed era tra quei soldati ad uscire dalle trincee dopo esserci rimasti per mesi e mesi schiacciati come topi. Pozzo imparò in quel tragico conflitto uno stile di vita che poi porterà in allenamento. Venne chiamato alle armi mentre allenava il Torino. Scrisse sul suo taccuino a proposito del mestiere di allenatore: "Lavorare in modo chiaro, lineare, schietto in tono e sostanza tale da dare al giocatore la sicurezza assoluta dell'onestà e della dirittura di condotta nei suoi riguardi. Dividere col giocatore lavoro, fatica e sacrificio. Comandare con l'esempio. Non abbandonarlo mai. Essere con lui cordiale e gioviale anche, pur mantenendo, in modo che esista senza che quasi la si senta, la distanza che sempre deve intercorrere tra superiore e interiore". Alla vigilia della finale della Coppa Internazionale nel maggio del 1930 a Budapest contro l'Ungheria l'allenatore portò gli azzurri a Redipuglia (Friuli Venezia Giulia) per visitare l'immenso cimitero militare dove sono sepolti più di centomila militari morti durante la Prima guerra mondiale. "Quello che hanno fatto i soldati che si trovano sepolti qui è ben altra cosa rispetto a quello che dovremo fare noi a Budapest. Ma il comune sentire dell'amore per l'Italia deve essere d'ispirazione per tutti noi". Oggi lo si definirebbe un motivatore, ma Pozzo era di più. E l'Italia rifilò ai magiari una cinquina. Durante una trasmissione su Rai Storia l'ex Ct azzurro non negò, causa i suoi metodi severi "di aver fatto piangere più di qualche calciatore". Dopo aver vinto il mondiale del 1934 giocato in casa, più di qualche detrattore sostenne che "c'era lo zampino del regime fascista". Ma venne subito smentito perchè quattro anni più tardi, siamo nel 1938, l'Italia riconquistò il mondiale, questa volta in terra di Francia. E il tenente-allenatore resta sempre un vincente. 

l'alpino Vittorio Pozzo
Vittorio Pozzo con il cappello da alpino (museovittoriopozzo.it) 

Foto sotto: Italia campione del mondo 1934 (futbolmaniabolivia.com)