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"Come tradire la moglie", da stasera al Teatro Prati. Le nostre interviste ai protagonisti

di Aurora Edoardi
Una commedia brillante e divertente, ispirata al classico di Feydeau "Il sistema Ribadier". Il regista e attore romano Fabio Gravina e l'attrice Roberta Garzia, sono i protagonisti di questa pochade in scena a Teatro Prati. Le nostre interviste
La pochade di Feydeau è stata riadattata da Fabio Gravina. Nel cast anche Roberta Garzia
Fino al 20 maggio al Teatro Prati, una divertente commedia su corna e fiducia

Il tradimento, le corna, la paura di essere scoperti dal proprio consorte, le bugie raccontate per coprire le scappatelle. Sono temi vecchi come il mondo ma sempre attuali, che tornano nella commedia brillante Come tradire la moglie, in scena al Teatro Prati di Roma da stasera fino al 20 maggio.

Tratta da Il sistema Ribadier di Georges Feydeau e Maurice Hennequin (pièce rappresentata per la prima volta a Parigi il 30 novembre 1892 sul palcoscenico del teatro del Palais-Royal), la commedia è stata riadattata per il teatro italiano dal regista e sceneggiatore romano Fabio Gravina, che l’ha ambientata nella Roma degli anni Trenta.

I francesi, quando interpretano le pochade e i vaudeville (di cui Feydeau e Hennequin sono i maestri) sono molto esteriori” commenta Gravina, alla vigilia del debutto. “In Italia ci vogliono quella carnalità e quella passionalità che contraddistinguono il nostro popolo e la nostra società. Da noi la questione del tradimento diventa molto “siciliana”: proprio per questo c’era bisogno di una riscrittura attenta, in cui ci fosse quella passionalità e quel livore che fanno grande il nostro Paese, nel bene e nel male”.

La storia è quella di Angela (interpretata da Roberta Garzia), moglie in seconde nozze di Orlando (Gravina). Scottata dall’esperienza col primo marito defunto, che la tradiva profusamente, Angela ha sviluppato una forma di gelosia morbosa nei confronti del marito, una sorta di ossessione che la porta sempre a dubitare di tutto e di tutti. Orlando, stanco delle vessazioni della moglie ma effettivamente fedifrago, riesce a trovare un sistema per ipnotizzare la moglie e poi uscire a compiere le sue marachelle. Peccato che sveli il suo metodo alla persona sbagliata, un ex corteggiatore di Angela ancora innamorato di lei. Si scatenano così equivoci, scambi di persona, malintesi, che danno un ritmo veloce e divertente alla pièce, interpretata magnificamente da tutti gli attori.

Angela è una donna che è rimasta molto scottata dal primo maritoafferma Roberta Garzia a proposito del suo personaggio. “Quest’uomo aveva addirittura redatto delle note su come tradire la moglie, in cui raccontava tutti gli stratagemmi usati per non farsi scoprire. Bruciata da questa esperienza, quando di risposa con Orlando, Angela diventa una iena, una sorta di Sherlock Holmes. E’ proprio il tipo di donna che io non sono e non vorrei mai essere, perché vive malissimo, non si fida di nulla, segue qualsiasi tipo di indizio sospetto per verificare la fedeltà del marito. E in effetti, come suolsi dire, anche nel suo caso “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”.

Gravina è un vero e proprio capo-comico, che sa recitare e dirigere bene i suoi attori.

Fabio è un regista molto scrupoloso e rigoroso, che ha sviluppato un suo sistema di lavoro molto serioconferma Garzia. “Con lui prima si impara il testo a memoria; poi si cerca di fissare la messa in scena di un certo numero di pagine di testo al giorno. Fabio è molto organizzato in questo, con un calendario prove vecchia maniera: è il teatro come di faceva una volta. Mi sono trovata molto bene, perché anch’io sono un’attrice rigorosa, mi piace arrivare alle prove preparata, sono abituata a studiare e memorizzare i testi, mi piace ricordare la mia parte da subito”.

Da oltre 25 anni apprezzato attore, autore e regista teatrale, Gravina ha molta esperienza anche in ambito cinematografico. Il 1° marzo di quest’anno è anche uscito il suo film da regista e interprete, la commedia Un figlio a tutti i costi, che a grande richiesta a maggio verrà proiettato di nuovo proprio al Teatro Prati.

Sia il cinema che il teatro sono molto emozionanti, e devo dire che non mi aspettavo che fare un film in cui sei regista e anche attore fosse così avvincenteconfessa Gravina. “A teatro c’è la paura, la tensione data dal pubblico che cambia ogni sera, c’è il timore di non ricordare le battute o di sbagliare. Il cinema ha dei costi molto elevati e per quanto si pensi che, in caso di errore, la scena si può rifare, la realtà è che rifare un ciak due o tre volte è un privilegio: si tratta di un prodotto industriale, con spese elevate. E poi, una volta finito un film, non c’è modo (come nel teatro) di modificare una scena, cambiare il tono di una battuta, intervenire in qualche modo”.

Rossa e riccia come Meg Ryan (che confessa essere un suo modello di riferimento per la recitazine), poliedrica e attiva su vari fronti (in televisione ha debuttato nel 1992 col ruolo di Gaia in Camera cafè, per poi passare a recitare in serie tv come I Cesaroni, Don Matteo 6, Distretto di polizia 7), grande appassionata di cinema (ha recitato per Pupi Avati in Quando arrivano le ragazze e spera di lavorare con Paolo Sorrentino e Massimiliano Bruno), Roberta Garzia ci rivela il suo sogno nel cassetto.

MI piacerebbe lavorare con più regolarità nel mondo del cinema, che mi appassiona tanto. Confesso che in quest’ultimo periodo sto pensando a un mio progetto, sto scrivendo una storia. Se poi potessi anche interpretarlo, sarebbe magnifico ma per il momento mi sto dedicando alla stesura della storia”.

Quanto alla forza di Come tradire la moglie, Garzia afferma: Credo che la forza di questa commedia risieda nel tema ma anche nei personaggi. Quello che interpreto io è una donna che ha un bellissimo temperamento, mi diverto molto a dar vita ad Angela, che passa da una gelosia e una rabbia fortissime, a una dolcezza disarmante. E’ una donna in fondo molto sensibile e insicura, e questo mi ha permesso di spaziare da una gamma di sentimenti a un’altra. La sua forza è che alleggerisce un tema che a volte può essere molto pesante. Tante donne si possono rispecchiare in lei, e forse qualcuno si renderà anche conto di essere magari ridicolo in certe situazioni”.

Il regista e sceneggiatore Fabio Gravina ha ragione di credere che gli spettatori saranno soddisfatti dello spettacolo (la prova generale cui abbiamo assistito è stata costellata di risate fragorose e applausi a scena aperta).

Spero che al pubblico rimanga la gioia di aver visto uno spettacolo sano, dove non ci sono volgarità né parolacce, dove si racconta una storiarivela Fabio Gravina. “Mi piace molto raccontare le storie, regalare un po’ di ilarità e spensieratezza agli spettatori: è proprio questo che mi spinge ogni sera a fare questo mestiere che è molto duro. Sono 23 anni che sto in scena con 4 o 5 spettacoli l’anno, ma l’emozione c’è sempre, prima del debutto ma fino all’ultima replica. Credo sia proprio questa la forza che spinge l’attore a dare sempre il meglio di sé. Questo è un prodotto artigianale che viene confezionato al momento, e non sei mai certo se piacerà o meno”.

Nel cast di Come tradire la moglie, figurano anche Antonio Franco, Amedeo D'amico, Matteo Micheli e Carmen Landolfi.

Appuntamento a Teatro Prati fino a domenica 20 maggio.