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Il "Diavolo" Josè annienta una "Vecchia (decrepita) Signora"

di Lorenzo Baldoni
La mano sull'orecchio di Josè Mourinho dopo la vittoria in casa della Juve ha fatto il giro del mondo. Il tecnico portoghese è noto per le sue esternazioni ed i suoi gesti, a volte colorati, che come minimo fanno il giro del mondo. Questo è Mou
Mou
Il gesto del Mou ha fatto il giro del mondo (it.eurosport.com)

I “Red devils” piegano la Vecchia Signora. Ma il diavolo è uno in realtà. Si chiama Josè Mourinho classe 1963, il cui curriculum in panchina parla solo di vittorie. Il diavolo è sbarcato a Torino, terra di sette sataniche, precisamente allo Stadium tempio dei bianconeri. Ma non sono bastati i “voli” dell’”Angelo” Cristiano Ronaldo. I diavolo è furbo e San Michele Arcangelo  ne sa qualcosa visto che ha fatto di tutto per batterlo.

Alla Juventus non amano perdere. Sanno solo vincere. Ma soprattutto impazziscono quando a batterli è Josè da Setubal. Contro i bianconeri ha un rapporto speciale. A fine partita mercoledì sera si è portato la mano all’orecchio in segno di sfida come a dire “E adesso? Non mi insultate più? Dai ….forza”. Lo Special One è un comunicatore nato, lui il video lo sa bucare, in tutti i sensi. Quando reagisce, provoca o ridicolizza gli avversari. Con il gesto di tre giorni fa ha fatto passare in secondo piano il fatto che la Juve non perdeva in casa da nove anni nella fase a girone di Champions.

A fine partita il “malcapitato” giornalista Rai già alla prima domanda si è beccato un colpo da k.o. “Scusi Mister …ma quel suo gesto?”. E Mou: “si parla del mio gesto e non del fatto che per 94 minuti hanno insultato me e la mia famiglia?”. Silenzio. Dallo studio  la giornalista “plastificata” Paola Ferrari ha cercato di correre ai ripari difendendo i bianconeri, è noto il servilismo Rai nei confronti della Juventus. Da sempre. “Si ma lei Mourinho a Manchester aveva provocato i tifosi juventini mostrando le tre dita”. Il collega della “plastificata” però ha preferito glissare, altrimenti il Mou l’avrebbe fatta a pezzi. E magari un bel po’ di milioni di italiani si sarebbero divertiti ancora di più. Peccato!

La mano all’orecchio del Mou ha fatto il giro del mondo. Il tecnico portoghese non è nuovo a certe “esternazioni”. E lui sa che quando si muove o dichiara qualcosa di “no politically correct” come minimo scatena il putiferio. Ma non ha paura, nemmeno dei tabloid inglesi che lo hanno condannato. Come fa ad aver paura questo tecnico che nel 2010 disse in conferenza stampa ai cronisti asserviti da sempre alla Juve e al Milan “siete delle prostitute intellettuali”. O quando sempre nello stesso anno mostrò le manette in occasione di Inter-Sampdoria (0-0) con l’arbitro Tagliavento che cacciò due giocatori nerazzurri? O quando in occasione della gara di ritorno, semifinale di Champions League  Barcellona-Inter, i giocatori del Barca prima dell’incontro al Camp Nou in tivu’ indossarono una maglia con scritto “Venderemo cara la pelle” il Mou ribatte’, anche alle televisioni spagnole: “Per noi è una partita come le altre, per loro un’obsessione”…

Questo è il Mou. O meglio lo Special One. In molti forse lo detestano. Ma grazie ad un suo gesto per tre giorni i giornalisti, anche i nemici del portoghese, hanno da scrivere. In abbondanza.

Mourinho mostra le manette
Le storiche "manette" del marzo 2010 (it.eurosport.com)