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Buffon dirigente alla Juve o ancora in campo all'estero: "Scelgo tra una settimana"

di Luca Borioni
Il portiere ha ufficializzato che sabato contro il Verona giocherà l'ultima partita tra i pali in bianconero: "Il presidente Agnelli mi ha fatto una proposta invitante ma all'estero ho un'opzione per giocare ancora. Devo valutare bene"
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Gigi Buffon, 40 anni (Ipa)

In conferenza stampa, al fianco del presidente Andrea Agnelli, il portiere bianconero Gigi Buffon ha confermato ufficialmente che lascerà la Juventus al termine di questa stagione. "Giocherò ancora sabato l'ultima partita di campionato contro il Verona, questa è l'unica cosa di cui sono sicuro". Perché in realtà il numero uno nazionale non ha ancora deciso quale sarà il suo futuro.

"Avevo deciso di chiudere con il calcio - ha spiegato Buffon - ma negli ultimi giorni sono arrivate alcune proposte molto interessanti dal campo e da fuori campo e sto meditando. La prossima settimana sarà dedicata a prendere una decisione. Devo dire che una di queste proposte, molto invitante, mi è arrivata proprio dal presidente per un ruolo qui alla Juventus. Nei prossimi giorni deciderò".

"Non ho paura, vivo l'emozione che credo vivano tutti prima di una decisione che cambia la vita. Le sfide non mi hanno mai spaventato, mi piace pensare alla possibilità di fare esperienza in un ambiente nuovo facendo cose nuove".

 

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Il presidente Agnelli ha spiegato: "A Buffon abbiamo prospettato un anno di formazione, così come accade per ogni dipendente di qualsiasi società. Perché oggi è così per tutti, ci vuole un periodo di formazione per avere poi gli strumenti giusti per agire con un ruolo in società".

"La Nazionale? - ha detto il portiere - Se Buffon era un problema tre mesi fa, non oso pensare a cosa potrebbe succedere adesso. Quindi è una situazione da cui voglio tenermi lontano, la Nazionale inoltre ha ottimi portieri giovani. L'amichevole del 4 giugno contro l'Olanda? No, non ci sarò". Se continuerà a giocare, dove andrà? "Non in campionati di seconda o terza fascia, perché resto un animale da competizione. Vedremo. Ho più di un'opzione. Parlarne ora non ha senso, ma se decido lo faccio per continuare a lottare per grandi traguardi".

La possibile sanzione in arrivo dall'Uefa: "Ho esagerato ed è evidente. Mi spiace, in tanti anni non sono mai stato squalificato. Era una situazione particolare. Il Buffon di quella sera non poteva che dire quelle cose. Poi mi è dispiaciuto aver offeso l'arbitro, è un essere umano che fa un lavoro difficile. L'avrei abbracciato chiedendogli scusa e dicendogli che... avrebbe potuto magari essere un po' più calmo. Tutto qui".

Sul possibile ruolo da dirigente: "La Juve per me una famiglia, sono onorato di essere percepito come uno di questa famiglia. Il presidente Andrea me lo ha fatto capire con forza. Ma la Juventus programma il futuro, che è vincente. Se dovrò essere considerato un elemento utile alla causa la Juve avrà la precedenza su tutto. Ma non deve essere un'imposizione". Sul futuro senza calcio: "È stata un'annata complicata. Anche la decisione di smettere è qualcosa di pesante. Ma da aprile sono tornato fiducioso e felice come nei giorni migliori, tutto grazie all'ambiente. Ho pensato anche a sei mesi sabbatici che non mi farebbero male per far decantare tutto e ripristinare una relazione sentimentale normale". 

E alla fine è standing ovation per Gigi nella sala stampa dell'Allianz Stadium. Meritatissima.