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Davide e gli altri, le vittime della malattia invisibile che uccide gli sportivi

Secondo l'Università di Padova, il calciatore della Fiorentina Davide Astori sarebbe deceduto lo scorso 5 marzo a causa di una cardiomiopatia aritmogena, malattia che colpisce i giovani sotto i 25 anni e che è letale soprattutto per gli sportivi
Astori
Davide Astori, Mattia Dall'Aglio e Piermario Morosini

La morte di un giovane è sempre difficile da spiegare, lo è ancora di più se riguarda giovani atleti, forti e apparentemente in salute. Il caso più recente e conosciuto è quello del trentunenne calciatore della Fiorentina e della nazionale italiana Davide Astori, che secondo l’ultima perizia condotta dal professor Domenico Corrado dell’Università di Padova sarebbe deceduto lo scorso 4 marzo a seguito di una fibrillazione ventricolare da cardiomiopatia aritmogena. Si tratta di una malattia letale e silenziosa, in grado di colpire improvvisamente e senza lasciare tracce nel 20% dei casi, tra i quali rientra anche quello di Astori, ma non solo. Sempre in Italia, ad esempio, il caso del difensore viola è simile a quello del nuotatore ventiquattrenne Mattia Dall’Aglio, deceduto durante un allenamento nella piscina di Imola il 6 agosto 2017, oppure a quello del calciatore del Livorno Piermario Morosini, morto a 25 anni sul campo di gioco il 14 aprile del 2012; all’estero si ricordano le vicende del ventiduenne Antonio Puerta, giocatore del Siviglia morto il 28 agosto del 2017, e di Darcy Robinson, giocatore di Hockey morto a 25 anni il 27 settembre 2017.  

L'Università di Padova, capofila nella ricerca della patologia, spiega che la cardiomiopatia aritmogena è una malattia ereditaria che colpisce un giovane su 5000 sotto i 25 anni. Analizzando circa 800 casi di morte improvvisa di giovani under 35, l’anatomopatologa Cristina Basso del Dipartimento di scienze cardiologiche, toraciche e vascolari ha rilevato che di questi un centinaio erano atleti: questo perchè nei giovani affetti dalla malattia, l’attività sportiva moltiplica per cinque il rischio di morte. Un rischio, tra l’altro, difficile da diagnosticare: la consulenza sul caso Astori ha evidenziato infatti che dai referti degli screening sul calciatore, l'ultimo effettuato poco prima della morte, non emergevano anomalie evidenti del cuore. Per questo la ricerca delle responsabilità della morte di Davide e gli altri resta ancora, purtroppo, senza esito.