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Il campionato è finito?

di Domenico Ciotti
La tredicesima giornata conferma quanto verificatosi nei turni precedenti: le anti Juve, a giornate alterne, inciampano, permettendo così ai bianconeri di volare in classifica. Rischiamo di rivedere il solito noioso film che ci ha ormai stufato?
derby
Il derby Genoa-Samp dopo la tragedia del ponte Morandi (ilmessaggero.it)

Se nel turno precedente era stata l’Inter a venire meno al suo ruolo di anti Juve, in quest’ultima giornata è il Napoli a deludere, non andando oltre lo 0 a 0 casalingo contro il Chievo. La Juventus vola così a +8 sulla seconda, il Napoli, e +9 sull’Inter, che si è sbarazzata senza problemi del Frosinone.

I bianconeri non sbagliano un colpo, le rivali sì. La classifica è frutto di questa situazione e, se le cose non cambieranno, gli uomini di Allegri vinceranno senza troppe difficoltà anche questo campionato. Tutte questo, non ce ne vogliano i tifosi juventini, non fa bene al nostro calcio e neppure alla stessa Juventus che abita, da anni, in un campionato senza veri rivali.

Nella lotta per il quarto posto, il Milan perde l’occasione di superare la Lazio, facendosi raggiungere, all’Olimpico, dai biancocelesti Il pareggio fa infuriare il tifoso illustre Salvini, che, scimmiottando Berlusconi, critica Gattuso per i mancati cambi e la disposizione dei milanisti in campo. Il buon Rino gli risponde per le rime: “pensi alla politica”, tuona ringhio. Dopo quest’affermazione, una delle poche voci ostili al vice premier in questi mesi, Gattuso potrebbe essere candidato come leader dell’opposizione.

In zona Europa League irrompe il Parma, vera sorpresa di questa parte di stagione. Gli uomini del poco celebrato D’Aversa, accusato da alcuni addetti ai lavori di essere un difensivista, giocano un calcio concreto ma efficace. A metà classifica c’è sempre traffico intenso con 9 squadre in sei punti. C’è spazio per i sogni e il terrore (il terz’ultimo posto non è poi così lontano). Un momento critico lo vive sicuramente la Roma, settima a 3 punti dal quarto posto. Di Francesco ha salvato la panchina perché cambiarlo pochi giorni prima della partita col Real Madrid non avrebbe avuto senso. I giallorossi escono ridimensionati dalla trasferta di Udine, dove il nuovo allenatore Nicola ha dimostrato ancora una volta di essere un gran motivatore.

In coda: bel guizzo dell’Empoli che ribalta un’Atalanta forse troppo presuntuosa, punto della speranza del Chievo a Napoli, fermata prevedibili per il Frosinone e la Spal,  mentre il Bologna non sa più vincere. A questo punto, ci permettiamo una divagazione sulla nazionale. Le ultime partite hanno messo a nudo le difficoltà realizzative degli azzurri, ma il campionato che dice? I numeri parlano chiaro, davanti a Lasagna con 2 gol e al giovanissimo Kean con zero presenze, troviamo diversi attaccanti che hanno fatto meglio dei convocati. La lista dei giocatori ignorati da Mancini è lunga, in cima c’è l’empolese Caputo con 6 gol, seguito da Quagliarella a 5. A quattro troviamo Petagna e Belotti, mentre a tre Ciano, Inglese e Antenucci. A questi va aggiunto Pavoletti, convocato ma non utilizzato.  Forse l’eccessiva fantasia di Mancini, che all’epoca della prima convocazione chiamò uno Zaniolo che non aveva ancora assaggiato la serie A e che recentemente ha dato fiducia a un sicuro talento come Kean, che, però, in questa stagione non ha mai giocato, dovrebbe guardare più alla realtà. Con le qualificazioni dell’Europeo alle porte perché non riprovare un usato sicuro come Quagliarella o Belotti? O non rilanciare Pavoletti?

fabio quagliarella
A 37 anni Quagliarella è ancora un bomber (it.eurosport.com) 

Foto sotto: il Napoli stecca in casa (sportmediaset.mediaset.it)